Leone, Bava, Zeffirelli: i grandi outsider del cinema italiano

Grado Zero

Per un pugno di dollari (1964), di Sergio Leone

Forse non ci sarebbe bisogno di chiarirlo, ma la premessa mi sembra fondamentale. Con outsider s’intende qualcuno che resta ai margini, ma che non per questo va necessariamente definito come emarginato. Certo, tra i sinonimi del termine troverete escluso, reietto, sfavorito, e chi più ne ha più ne metta, ma non è a quella accezione che si fa riferimento stavolta. Outsider è anche colui che, pur restando ai margini di una grande corrente artistica, riesce a imporsi senza seguire nessun indirizzo né collocarsi in una scuola. E quindi, che riesce a trionfare. Proprio come fece il grande Sergio.

Divorzio all’italiana (1961), di Pietro Germi

A dir la verità, se parliamo di registi italiani, alla parola Sergio dovrebbero venircene almeno tre in mente, accomunati anche, come si dirà, da una particolare propensione, per quanto poi la mente corra veloce al più noto…

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