Qual è la cosa peggiore che abbia mai fatto? Me lo sono chiesto per tutto il tempo mentre guardavo la scena della rivelazione in The Drama, quella del grande segreto che ci hanno tenuto nascosto per tutta la promozione del film. Seguivo i racconti dei personaggi coinvolti ascoltando le loro cose peggiori, e al tempo stesso continuavo a chiedermi quale fosse la mia, come se fossi stato lì con loro e prima o poi sarebbe arrivato anche il mio turno.
E mi chiedevo: e adesso, che cosa gli dico?
È una cosa a cui non ho mai pensato, e ho avuto timore che se davvero fossi stato seduto a quel tavolo avrei fatto la figura di Robert Pattinson, raccontando una roba da poco che ti esclude automaticamente dal gioco. Insomma, tutti abbiamo parlato male di qualcuno, prima o poi, e tutti abbiamo riso di qualcuno alle sue spalle, specialmente da adolescenti. Una volta sei il bullo, e quella dopo sei la vittima, i ruoli si avvicendano spesso. Per cui, questa non sarebbe granché come rivelazione.
A me è capitato di passare da una parte all’altra a seconda della scuola, a ogni cambio diventavo più o meno popolare. E niente di quello che abbia fatto o subito mi sembra particolarmente grave o fuori dall’ordinario. Questo fa di me una persona noiosa?
Andiamo, pensa. Deve pur esserci qualcosa. Non voglio essere come Robert Pattinson. Non c’è nulla di male a non aver mai fatto niente di grave, anzi. Dovrebbe essere qualcosa di cui andare fieri.
È solo che ho timore di sembrare disonesto. Se facessi questo gioco nella vita reale, qualcuno mi crederebbe?
Insomma, io non uccido neanche gli insetti. Quando li trovo dentro casa li accompagno gentilmente fuori. È da presuntuosi dire una cosa del genere?
Allora, vediamo: non ho mai commesso un’infrazione, se non del codice della strada (e ho pagato tutte le mie multe). Non ho fatto a botte con nessuno (si dice ancora “fare a botte”?). Non ho mai tradito, se non forse in amicizia. Ecco, la cosa peggiore che mi viene in mente è proprio questa: che per anni ho sparlato di un’amica con cui trascorrevo gran parte del mio tempo, senza mai confessarlo.
Neanche questa ovviamente vale come confessione. Ma comincio a pensare di essere proprio come Robert Pattinson.
Solo che il nostro era un rapporto particolare. Le volevo molto bene, e resta ancora una delle persone più importanti di tutta la mia vita, ma era difficile starle accanto. Parlare male di lei era un modo per sopportare le sue bugie e le sue manipolazioni. Era la valvola di sfogo che mi serviva per continuare a essere amici. Lo so che è difficile da capire, come lo è per me da spiegare, ma vi dico una cosa: non avrei mai voluto che qualcuno di estraneo pensasse male di lei.
Perché le volevo davvero bene, anche se questo non mi giustifica del tutto. Anzi, è una cosa che non potrei mai dirle, perché sono certo che non la prenderebbe bene.
E in un certo senso, se una cosa non si viene a sapere, è un po’ come se non fosse mai accaduta.
Non è che il punto sia proprio questo?
Magari non mi viene niente da dire perché non so quale sia la cosa più grave che abbia mai fatto. Cioè, probabilmente non ho la percezione dell’effetto di tutte le mie azioni. Se ci penso, ci sono dei compagni di classe che non avrei nessun piacere di rivedere. Potrei persino gongolare se li incontrassi per strada e li vedessi inciampare: e se magari qualcun altro sta pensando lo stesso di me, in questo momento?
Se magari quando andavo a scuola, o all’università, ho detto o fatto qualcosa per cui qualcuno mi odierà per il resto della sua vita?
Insomma, ho sempre pensato di essere una brava persona, e non è che abbia davvero voglia di distruggere questa convinzione per uno stupido gioco. Probabilmente non voglio davvero sapere quale sia la cosa peggiore che abbia mai fatto. In fondo non è che si fa la figura dei noiosi, ma soltanto banali, come tutti gli altri. Quanti di noi hanno davvero qualcosa di terribile da confessare, come Zendaya? Nessuno. Ma se dicessimo anche le cose più piccole, come aver sparlato di un’amica, e l’impressione che gli altri hanno di noi cambiasse in un attimo?
Non sono sicuro che ne valga la pena. Forse essere come Robert Pattinson non è poi tanto male.
Mi sa che a questo gioco passo. Fatemi la domanda, risponderò che non ho niente da dire.





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