Schwarzenegger spara ancora!

Se avevate nostalgia di Arnold Schwarzenegger e dei suoi film ad alto tasso di testosterone, l’attesa sta per terminare. Esce proprio quest’oggi nelle sale statunitensi Sabotage, di cui possiamo già visionare qualche clip in rete, mentre Yahoo ha pubblicato la scena iniziale. A vederla, si nota che ci sono tutti gli elementi che distinguono i film del genere: belle donne, colpi di scena, esplosioni, tante parolacce e, soprattutto spari, spari, e ancora spari. Una bella scarica di adrenalina fin dall’inizio, insomma. Non vorrei lanciarmi in un giudizio affrettato, ma da questi due soli minuti pare proprio che il film prometta bene. La trama, poi, è decisamente intrigante: una task force della DEA (l’antidroga degli Stati Uniti) effettua un raid nel rifugio di un cartello, ma non tutto è sempre quel che sembra. Gli agenti della squadra, infatti, hanno pianificato un furto ai danni dei narcotrafficanti, dunque vanno via col bottino, lo metto al sicuro, e sono convinti che tutto sia andato a gonfie vele. E invece no, perché la situazione comincia a volgere per il verso sbagliato quando gli agenti coinvolti nell’operazione iniziano a morire ad uno ad uno. Nel cast, oltre a Schwarzy, anche Terrence Howard, Sam Worthington, Joe Manganiello, Olivia Williams, Josh Holloway e Mireille Enos. La regia è curata invece da David Ayer, già regista di End of Watch – Tolleranza zero.

Tutto questo mi lascia solo un dubbio: ma Schwarzenegger, in un ruolo del genere, è ancora credibile? Per carità, lungi da me il mettere in discussione il suo status di icona intoccabile del cinema d’azione, e non si pensi che lo dica soltanto perché non sono un fan spassionato di questi film con gli action men armati di bicipiti d’acciaio e fucili infallibili. Ma il dubbio c’è, e sono convinto di parlare a nome di molti: può un sessantaseienne (che poi di anni ne dimostra di più, non me ne vogliate, non è cattiveria gratuita) cimentarsi ancora in ruoli di questo tipo? Non sarebbe stato meglio fargli interpretare, che so, il direttore della DEA, colui che controlla e dirige tutte le operazioni standosene semplicemente alla sua scrivania? Certo, forse Schwarzenegger non avrebbe accettato di restare seduto senza scendere personalmente in campo, ma arriva il momento, nella vita di ogni uomo, anche di un attore, in cui si deve accettare di non essere più quelli di una volta, e magari prendere una direzione nuova, alternativa. Forse sarebbe stata l’occasione ideale per l’ex governatore della California per sperimentare qualcosa di diverso, e di far vedere al mondo che, se i muscoli gli hanno fornito il pass per entrare ad Hollywood, c’è potuto rimanere dopo tanti anni anche grazie ad altre doti. Peccato.

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