Bye Bye, ragazzo attore

Oggi come oggi quello di Mickey Rooney, per alcuni, è soltanto un nome. Uno di quelli che un po’ tutti conoscono, ma che per tanti è difficile da associare a un volto. Forse perché non aveva l’avvenenza e la fama di molti suoi coetanei, neanche negli anni d’oro della sua carriera: forse perché gli mancava l’espressività di Walter Matthau, o la simpatia di Alberto Sordi, o una vita tormentata come quella di Montgomery Clift. Eppure Mickey Rooney di strada ne ha percorsa più di tutti questi e di altri ancora con cui ha condiviso il palcoscenico. Il giovane prodigio del cinema, coi suoi quasi novant’anni di esperienza ad Hollywood e dintorni, è l’attore col più lungo periodo di permanenza sul grande schermo. E se aggiungiamo che i suoi genitori lo fecero esibire per la prima volta su un palco a solo un anno e mezzo, si può dire che abbia trascorso praticamente la sua intera esistenza a recitare. Difficile, perciò, che in tutto questo tempo non l’abbiate mai visto. Difficile che non l’abbiate visto nei panni dell’irascibile signor  Yunioshi che va a fuoco per la rabbia quando la sua vicina Holly Golightly lo sveglia bussando al citofono, salvo poi sciogliersi come burro quando lei gli fa gli occhi dolci. Oppure che non l’abbiate notato nella parte di Dingy Bell, in viaggio col suo amico Benjy verso Las Vegas in Questo pazzo, pazzo, pazzo, pazzo mondo. O ancora che non vi ricordiate del suo perfido Fugly Floom che rapisce Babe nel secondo film sull’amato maialino.

A partire dalla seconda metà degli anni trenta, Mickey Rooney è stato il “fidanzatino” d’America per almeno un decennio, interpretando in una lunga serie di film il personaggio di Andy Hardy, l’adolescente in cui si incarnavano gli ideali di un’intera nazione e che, in un modo o nell’altro, finiva sempre per fare la cosa giusta. Nello stesso periodo iniziò anche la collaborazione artistica con Judy Garland, con cui realizzerà musical del calibro di Ragazzi attori e I ragazzi di Broadway.

In pochi, forse, sanno che Rooney era un uomo da record: non solo poteva vantare un lunghissimo curriculum ma, nel 1940, riuscì anche ad ottenere una nomination all’Oscar come Miglior Attore a soli vent’anni, diventando il secondo attore più giovane mai candidato in quella categoria; titolo che ad oggi detiene ancora. L’Oscar, quello giovanile, l’aveva già vinto l’anno prima, e ne avrebbe vinto un altro alla carriera nel 1983. Così come in pochi sapranno che Rooney ha avuto una movimentata vita sentimentale: prima di Warren Beatty e di George Clooney c’è stato lui, il ragazzo di New York che ha avuto ben otto mogli, di cui la prima era nientepopodimenoche Ava Gardner. Ma con l’ultima, la cantante Jan Chamberlin, è stato sposato più a lungo che con tutte le altre messe insieme. Una sorta di Elizabeth Taylor al maschile (e il paragone viene non a caso, visto che di Liz è stato il padrino). Fino ad oggi, Rooney era una delle poche star dell’epoca del muto ancora in vita, sicuramente la più nota tra queste. Loro sì che ormai sono solo un nome, ma lui, Mickey, era qualcosa di più.

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