Storie di conigli, marinai e galeotti per un re della commedia in carne e ossa

Io Bob Hoskins l’ho conosciuto in Chi ha incastrato Roger Rabbit, un piccolo grande capolavoro che funziona bene per anche per i grandi e, anzi, forse più si cresce e più lo apprezzi. Un lungometraggio metà film e metà cartone (a tecnica mista, come si dice) in cui per tutto il tempo un coniglio pasticcione non fa che rubargli la scena: il povero Bob, infatti, deve condividere gli onori con un comprimario talmente invadente che alla fine chiunque penserebbe che sia lui il vero protagonista. E non è nemmeno in carne ed ossa. Ma con Roger Rabbit, si sa, nessuno potrebbe mai competere; se non forse proprio il nostro Bob, alias Eddie Valiant, l’alcolizzato investigatore privato che tutto sommato riesce a reggere piuttosto bene la responsabilità di avere a che fare con un mondo tutto a cartoni, tra faine mercenarie, giochi di potere e sostanze acide pericolose. Del resto, chi altri avrebbe potuto prendere il suo posto in quel film lì?

Era il 1988, il mondo impazziva per un Michael Douglas reduce dai successi di Wall Street e Attrazione fatale, Jack Nicholson era ancora sulla cresta dell’onda, Denzel Washington cominciava a raccogliere i primi consensi e Tom Cruise si avviava a diventare sempre più la grande star che sarebbe stata negli anni novanta. Ma nessuno di loro avrebbe potuto prendere quel ruolo, nessuno avrebbe saputo farlo meglio di Bob Hoskins. Neanche i re della commedia Robin Williams, Billy Crystal ed Eddie Murphy. Forse solo Bill Murray avrebbe potuto sostituirlo, ma sono convinto che non sarebbe stata la stessa cosa. Così come non sarebbero stati la stessa cosa Lady Henderson presenta, Brazil, Sirene e, in fondo, il cinema in sé. E chi mai avrebbe potuto aggiungere più di lui quel tocco di humour in Hook – Capitan Uncino nella parte di Spugna? Nessuno, magari. O magari mi sbaglio; fatto sta che in tutte queste pellicole e in altre ancora quei ruoli, che fossero di primo o di secondo piano, sono andati a lui, l’attore inglese che ci ha lasciati a causa di una polmonite e che da quasi due anni aveva deciso di abbandonare lo spettacolo, probabilmente per non vedersi mai invecchiare sullo schermo in preda al Parkinson.

Chi ha incastrato Roger Rabbit ottenne un po’ di riconoscimenti in giro per il mondo, tra cui le nomination agli Oscar e ai Golden Globes, e anni fa il New York lo ha inserito nella lista dei 1000 migliori film di sempre. Troppo poco comunque, a mio avviso. Troppe scene sono rimaste impresse nella mia mente, troppi momenti esilaranti al limite dell’assurdo ma comunque sempre plausibili in un universo in cartoon motion. Oggi, a una settimana dalla sua morte, ripensavo a questo film, e ad un attore che, tutto sommato, porterò sempre con me. La pellicola si chiude con il classico finale dei cartoni targati Warner Bros, That’s All, Folks!, e così, mentre saluto Bob, penso che, sì, è proprio tutto, gente.

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