100 film da non guardare mai da soli

La storia del genere horror è la storia dell’innovazione e del non-conformismo al cinema. Un luogo in cui trovano spazio nuove idee e nuove tecniche possono essere esplorate. Per alcuni l’horror è solo puro divertimento, per altri è addirittura meglio della pornografia. Se il cinema avesse la sua zona grigia della coscienza dove affiorano i pensieri più oscuri e deformi, quella sarebbe senza dubbio la zona dell’horror.

Lo scrive la rivista inglese Time Out, che si è presa la briga di consultare la crème de la crème del settore per stilare una classifica dei 100 film horror migliori di sempre. Una classifica in cui, avvertono i suoi autori, se le prime dieci posizioni potranno sembrare alquanto scontate, le vere sorprese si nascondono nelle zone basse.

Per esempio, cosa c’entrano David Lynch, Andy Warhol e Steven Spielberg coi film dell’orrore? C’entrano, se i film in questione sono rispettivamente Eraserhead – La mente che cancella (posizione 69), Il mostro è in tavola…barone Frankenstein (98) e Lo squalo (11). E se andaste a scavare nella filmografia di Nicole Kidman e Gregory Peck, trovereste due classici del genere che sono The Others (53) e Il presagio (20).

Chi pensasse, poi, che quello horror sia un genere destinato a migliorare di anno in anno grazie a strumenti che permettono l’uso di effetti sempre più realistici, beh, si sbaglia. I critici dicono che il periodo d’oro del cinema del brivido siano stati i decenni settanta e ottanta, rappresentati ciascuno da ben 25 pellicole, come Cannibal Holocaust del 1980 (32) e A Venezia…un dicembre rosso shocking del 1973 (12), che tra l’altro fu girato tra Italia e Gran Bretagna e annovera un bel po’ di attori italiani nel cast.

Parlando di Italia, non c’è da stupirsi, invece, di trovare in classifica due eccellenze nostrane, due veri maestri del mestiere agli occhi del mondo intero, quali sono Dario Argento e Mario Bava, e i loro lavori Inferno (92), Profondo Rosso (45), La maschera del demonio (84) e I tre volti della paura (73), ovvero il film che ha suggerito ai Black Sabbath il nome per il gruppo. Un po’ insolita è piuttosto la presenza di Pier Paolo Pasolini, un artista che immaginerebbe di veder associato al genere più pauroso per antonomasia, eppure il suo Salò o le 120 giornate di Sodoma si è guadagnato la posizione 77.

Giustamente scontata è pure la presenza di divi il cui nome è indissolubilmente legato all’horror, e che ne hanno fatto la fortuna più di chiunque altro. Stiamo parlando di Boris Karloff, Bela Lugosi e Christopher Lee, che ritroviamo, per citarne alcuni, in The Black Cat (89), tratto dall’omonimo racconto di E. A. Poe in cui recitano fianco a fianco i due rivali (nel film e nella vita reale), o The Wicker Man (55) con il terzo.

Tagliando corto, ecco a voi i primi dieci:

10. Zombi, 1978. Ovvero il secondo capitolo della trilogia di George A. Romero che, ad oggi, resta il numero uno in fatto di morti viventi.

09. Suspiria, 1977. Ancora Dario Argento, con il suo film più conosciuto e apprezzato all’estero. E con le solite musiche dei Goblin.

08. Halloween – La notte delle streghe,1978. Quando la scream queen Jamie Lee Curtis incontra il mostro con la maschera bianca Michael Myers. Tanto fortunato da aver fatto da capostipite a una saga di dieci capitoli in totale.

07. Rosemary’s Baby – Nastro rosso a New York, 1968. Dove il rosso è niente di meno che il diavolo in persona. Anche se tra lui e Ruth Gordon, non si sa chi faccia più paura.

06. La cosa, 1982. Altro film di John Carpenter, talmente pauroso che alla sua uscita subì il taglio della censura.

05. Alien, 1979. Più fantascienza o più horror? Provate a dire che non avete sussultato alla vista dell’alieno xenomorfo, e poi rispondete.

04. Psyco, 1960. Il titolo parla da solo, e se ci aggiungiamo la celebre scena della doccia, non c’è bisogno di aggiungere altro. Il secondo film di Hitchcock in classifica, insieme a Gli uccelli (24).

03. Non aprite quella porta, 1974. Leatherface potrebbe essere il cattivo più temibile della storia del cinema. Ancora oggi c’è gente che quando sente il rumore di una motosega comincia a correre a gambe levate.

02. Shining, 1980. Jack Nicholson con un’accetta in mano e lo sguardo da maniaco omicida che rincorre la sventurata Wendy per tutto l’albergo non vi mette la tremarella solo a pensarci? No? Bugiardi.

01. L’esorcista, 1973. Non poteva essere altrimenti. Chiunque abbia mai visto il capolavoro di William Friedkin non è più stato lo stesso dopo. Neanche Linda Blair, a quanto pare.

 

Chi ora si sta chiedendo che fine abbiano fatto gli altri capolavori del genere, come Nosferatu, The Blair Witch Project o Poltergeist, tranquilli, ci sono tutti. Se magari invece qualcuno sta pensando a cosa c’entrino film come Il Sesto Senso (63) e Il silenzio degli innocenti (59), pensate che alla classifica hanno lavorato professionisti del mestiere come Monte Hellman, Roger Corman, Joe Dante, Alice Cooper e Rob Zombie. Insomma, mica i primi arrivati. E poi, in fondo, son pur sempre film che risvegliano in noi paure primitive e inquietudini sopite, che ci costringono a fare i conti con ciò che più temiamo e abbiamo paura di affrontare. E che cos’è, l’horror, se non tutto questo?

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