Nei, pollici e aerei: tutto quello che non ti aspetteresti

Qualche sera fa, su Sky, mi è capitato di vedere Troy, quel gran kolossal come solo gli americani sanno farli, passato alla storia più per i meriti “naturali” di Brad Pitt che per qualità proprie intrinseche. Lo ammetto, non l’avevo mai visto per intero, e non l’ho fatto nemmeno stavolta. Le inesattezze mi innervosiscono. Non sono mai riuscito a giustificare l’arroganza di chi è disposto a rovinare persino un capolavoro della letteratura mondiale come l’Iliade giusto per portare qualcosa nelle sale. Capisco la scelta di rendere più realistici i fatti eliminando la presenza degli dei. E magari pure quella di presentare gli eventi dal punto di vista dei Troiani. Ma cambiare la storia, dai…. Era necessario far morire Menelao? O farci credere che Elena fosse davvero innamorata di Paride?

Girovagando un po’ in rete, potreste scoprire tutte le inesattezze di questa inutile versione hollywoodiana, che sarebbe inutile riproporre qui. Il punto del nostro discorso è un altro. Ci sono errori, nei film, che non immagineresti mai. Alcuni sono di natura, per così dire, storica, e quindi sono imperdonabili. Altri invece sono delle vere e proprie sviste, di cui ci si dovrebbe accorgere in fase di montaggio, e quindi sono imperdonabili anche quelli. Soprattutto se si pensa che si tratta di Film con la F maiuscola, mica dei nostri cinepanettoni. Anche dei più insospettabili.

Cominciamo proprio da Troy. C’è una scena, in cui si vede il biondissimo Achille in tutta la sua figura con alle spalle un cielo azzurro che più azzurro non si può. E un aereo. Proprio così. Si direbbe quasi che i nostri eroi, messi alle strette, abbiano chiamato i rinforzi da casa. L’avessero almeno detto ad Ulisse, sarebbe tornato prima a Itaca.

Passiamo a un altro classico degli anni 2000. Lo sapevate che le famose toghe romane non erano altro che un semplice vezzo della classe agiata? Pare, infatti, che i nostri antenati latini negli anni della dinastia degli Antonini avessero già magliette e pantaloni. E non solo, perché se gli antichi Greci avevano i mezzi per volare, i loro amici Romani disponevano delle bombole a gas. Se non si fosse capito, tutto questo succede ne Il Gladiatore.

Ma consultando dei siti qua e là, pare che palma per il maggior numero di errori vada a Titanic. Non si tratta di errori particolarmente eclatanti, e forse presi uno ad uno sono pure perdonabili, ma messi insieme fanno un gran bel totale. Si va dal neo “mobile” di Rose ad un vetro in cui si può notare una telecamera riflessa, fino ai delfini del Pacifico che nuotano felici e spensierati, incuranti di aver sbagliato oceano. Bisogna dire, però, che i cinefili si sono messi davvero d’impegno per scovare tutti quei difetti. Eccone comunque un esempio.

Ovvero: una sconsolata Kate Winslet che ammira una illuminata Statua della Libertà. Che però sarebbe stata accesa solo negli anni ’50, dunque ben trentotto anni dopo. Ancora una cosa, che forse non troverete tanto facilmente in internet: Il Gladiatore è colpevole di aver messo in giro un falso mito, o piuttosto, una falsa notizia sull’antica Roma: quella secondo la quale il gesto con cui gli imperatori ordinavano la morte di un combattente era il pollice in giù. Nulla di più sbagliato. La condanna a morte veniva espressa col pollice in alto, proprio come una spada sguainata. Se invece si voleva risparmiare la vita al povero sventurato, il pollice veniva infilato nel pugno chiuso, come un’arma rimessa nel fodero.

Sembra che Ridley Scott abbia preso l’ispirazione da questa immagine, il Pollice verso di Jean-Léon Gérome, un pittore francese dell’Ottocento che dipingeva essenzialmente soggetti storici e mitologici (ma senza curarsi molto dei dettagli a quanto pare). Sta comunque di fatto che avrebbero dovuto tutti e due informarsi un po’ meglio.

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