I One-hit Wonders del grande schermo

Saltellavo da un blog all’altro, aggirandomi tra mille frivolezze per riempire i buchi della domenica pomeridiana, quando mi sono imbattuto in una notizia di una arcifamosa rivista (ma non dirò quale) in cui campeggiava l’immagine di una Kelly LeBrok all’apice del suo splendore. Ve la ricordate? Kelly LeBrok è stata la protagonista della commedia di Gene Wilder targata 1984, La signora in rosso, passata alla storia per tre motivi: uno intrinseco, direi, ovvero per quelle qualità che il suo regista, sceneggiatore e interprete principale ha donato a più di un suo “figlio d’arte”; poi per il tema musicale firmato da Stevie Wonder, I Just Called To Say I Love You; e infine per lei, la protagonista supersexy e la famosa scena in cui imita una più celebre Marilyn Monroe.

Ma questa signora di rosso vestita, dopo questa performance, dove s’è andata a rintanare? Mistero. Diciamo che s’è andata ad unire alla nutrita schiera di attori da un solo film di grido e basta: quegli attori che raggiungono di colpo la fama con un solo ruolo, di solito all’inizio della loro carriera, e di solito con quel personaggio lì saranno costretti a fare i conti per tutta la vita. E spesso neanche riescono a proseguire il mestiere d’attore. Nell’ambito musicale, si chiamerebbero One-hit Wonders, cioè quei cantanti da un tormentone e via, adios, spariti nel nulla. Per il cinema, chissà, forse si dovrebbe coniare un termine anche per loro.

Vediamola così: è probabile che molti di loro non avessero tutte ‘ste doti recitative (essendo in gran parte ex modelle, attori di soap opera e bellocci buoni solo a rifarsi un po’ gli occhi), e il fatto che abbiano avuto l’occasione di interpretare un personaggio diventato iconico si può già ritenere un gran lusso. Il problema è spiegarlo a loro.

Dunque, vorrei condividere i risultati di queste mie ricerche che mi hanno condotto a stilare questa che definirei una lista, più che una vera e propria classifica (anche se la numero 1 è tutta meritata). Sono consapevole del fatto che ne ho sicuramente dimenticato qualcuno. Se vi meravigliate dell’assenza di Chris O’Donnell, che a causa del flop di Batman & Robin nel 1997 ha faticato a lavorare al cinema, è soltanto perché ha ritrovato nuova popolarità in tv grazie alla serie NCIS: Los Angeles; mentre se vi state chiedendo dove siano Mark Hamill e Ralph Macchio, state tranquilli: ho in serbo altri programmi per loro.

10. Chaim Topol, meglio noto solo come Topol. Questo signore israeliano era stato salutato nel 1964 come uno dei giovani più promettenti, ma è divenuto famoso grazie alla sua interpretazione del lattaio Tevye nella commedia Il violinista sul tetto del 1971. Pioggia di recensioni positive e di nomination agli Oscar, per lui persino un Golden Globe, Poi? Chissà, forse si è dato davvero alla vita da contadino.

09. Denise Richards. Da modella ad attrice: nel 1997 Paul Verhoeven la dirige in Starship Troopers – Fanteria dello spazio, ed è subito successo. Che finisce anche subito. Neppure al suo collega di set Casper Van Dien andò meglio. Forse è il regista che porta sfiga, o forse si sceglie le sue protagoniste per, ehm, altre doti. Continuare a leggere per credere.

08. Billy Zane. Il perfido Cal di Titanic. Prima di arrivare ad essere l’antagonista di DiCaprio, Zane aveva già avuto più di un ingaggio, ma nulla che valga la pena di ricordare. E neanche quelli di dopo.

07. Brandon Routh. Nel 2006, anno del suo esordio cinematografico, lo vediamo nelle sale come nuovo volto (addirittura) di ClarkKent in Superman Returns. Ai ragazzini piace, alla critica no. E così è dovuto volar via come il suo personaggio, lontano, sempre di più.

06. Elizabeth Berkley. Showgirls è universalmente considerato come uno dei peggiori film della storia. Nel 1995 fece incetta di Razzies, e alla fine del decennio fu proclamato come la pellicola più brutta di tutti gli anni novanta. Col risultato che il regista (Verhoeven, appunto) continuò tranquillamente per la sua strada, ma la protagonista no.

05. Edward Furlong. Come si suol dire, chi è causa del suo mal, pianga sé stesso. Furlong avrebbe potuto anche avere una carriera più significativa, se non fosse stato arrestato ripetutamente e finito in ospedale per overdose. C’è anche chi dice che abbia scelto da sé la strada del cinema indipendente. Qualunque sia il motivo, il suo Danny Vinyard di American History X resta l’unico personaggio di rilievo.

04. Kelly LeBrok. L’avevamo già anticipata. Anche lei ex modella, e anche lei inghiottita dall’oblio molto rapidamente. L’ultimo barlume di celebrità se n’è andato colla fine del matrimonio con Steven Seagal. E a vederla oggi, è praticamente irriconoscibile.

03. Sue Lyon. La Lolita di Stanley Kubrick. L’adolescenza prometteva bene: dopo quella parte ottenne un ruolo in un film di John Huston, e poi nell’ultimo di John Ford, anche se la notorietà scemava anno dopo anno. E alla fine dei Settanta si ritirò definitivamente.

02. Linda Blair. Basta cercarla in rete per capire che dopo L’esorcista non c’è stato alcun futuro per lei. Sembra che anche la Blair abbia dovuto abbandonare la carriera a causa di problemi di droga, e alcune fonti dicono che sia stato proprio quel film a provocarle un disturbo dopo l’altro. Dunque, una porta verso il successo o solo un’immensa sciagura?

01. Macaulay Culkin. Proprio lui, il bambino più famoso del grande schermo, la star dei primi anni Novanta, il Kevin McCallister di Mamma, ho perso l’aereo. Il ragazzino biondo di cui tutti ci siamo innamorati nel 1990 non è più riuscito a bissare il successo di quel film, neanche con il sequel Mamma, ho riperso l’aereo, e dopo il 1994 non lo si è quasi più visto in giro. Frattanto che  stringeva amicizia col cantante Pete Doherty, intratteneva una lunga relazione con Mila Kunis, e faceva da padrino ai figli di Michael Jackson, la sua carriera colava definitivamente a picco. Pochi mesi fa ha annunciato di volersi reinventare come cantante, e chi può sapere come andrà a finire stavolta. Del resto, Macaulay proviene da una famiglia di attori di cui nessuno è particolarmente brillante: il fratello Kieran ha avuto anche lui i suoi ruoli migliori da bambino, l’altro fratello Rory dopo essere stato il figlio di Mel Gibson in Signs non ha fatto niente di che, e della zia Bonnie Bedelia neanche ci si ricorda più.

 

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