National Lampoon’s Vacation e la comicità di Chevy Chase

Non ho mai apprezzato più di tanto la comicità di Chevy Chase. È uno di quei comici che mi lasciano piuttosto indifferente. E siccome si tratta di una sorta di divinità del pantheon hollywoodiano, so che questa dichiarazione potrà apparire come un’eresia, ma tant’è. Diciamo che non si attira neppure la mia antipatia, ecco, qualche sorriso riuscirà pure a strapparmelo, ma non più di uno o due. Questo dopo aver aggiunto alla lista anche National Lampoon’s Vacation.

Mi ero messo comodamente a guardare questo classico della commedia americana, che nell’anno 1983 raccolse un buon successo di pubblico e di critica, e che rappresenta tutt’oggi una pietra miliare della filmografia ChevyChaseiana. Però neanche stavolta l’attore di New York è riuscito a farmi cambiare idea.

La storia conferisce al film l’aria di un road movie per famiglie, in cui la protagonista è (appunto) una famiglia di Chicago, i Griswold, che decide di mettersi in viaggio verso Los Angeles per raggiungere, con la loro nuovissima automobile, il luna park Walley World. Nel corso del loro cammino gli succederà proprio di tutto, dalla visita agli strampalati cugini di campagna (non il nostro gruppo capellone degli anni ’70) all’incidente nel bel mezzo del deserto, passando per diversi furti e raggiri e gli incontri con personaggi eccentrici e poco raccomandabili. A loro si unirà anche la povera zia Edna col suo cane, sfortunate vittime della situazione. Insomma, tutto quello che immaginate che possa capitare a una famiglia in vacanza, a loro succede.

Trovo che i vari comprimari e personaggetti di contorno siano tutti più, come dire, efficaci, diretti, divertenti del protagonista Chevy Chase alias papà Clark Griswold, a cominciare dalla moglie Ellen interpretata dalla sorpresa Beverly D’Angelo, una che non ha avuto una carriera particolarmente folgorante, e che perciò pensi che sia stata messa lì per quelle due scene in cui si mostra come mamma l’ha fatta, e invece poi la guardi e scopri che un minimo talento comico ce l’ha pure lei. E poi i due figli, la zia Edna intepretata da Imogene Coca, e Randy Quaid, praticamente tutti qui sembrano meglio di Chevy Chase. Non per mettere il dito nella piaga, ma il suo personaggio è pure un tantinello antipatico, testardo com’è, infantile, e a un certo punto anche quasi fedifrago.

Comunque, se volete farvi un’idea sempre più ampia di come sia la commedia americana, se siete disposti a inghiottirvi qualunque cosa pur di saperne sempre di più su cinema e dintorni, allora questa commediola potrà aiutarvi a passare un’ora e mezza neppure spiacevole; in caso contrario, c’è di meglio con cui divertirsi.

Sappiate pure, però, che per ogni cinefilo c’è sempre almeno un buon motivo per guardare un film. In questo caso, ce ne sono almeno cinque:

  • Nel 2000, i lettori della rivista britannica Total Film proclamarono la pellicola come la 46esima commedia più divertente di sempre, e nello stesso anno l’American Film Institute la inserì tra le 100 migliori commedie. Basta fare un giro in rete per accorgersi che i giudizi sono unanimemente positivi, il che fa di National Lampoon’s Vacation il film più memorabile della saga: questo fu, infatti, soltanto il primo capitolo di una lunghissima serie formata da sequel e spin-off.
  • Il film segna l’esordio cinematografico di Christie Brinkley, la top model americana che qui interpreta la ragazza nella Ferrari (e, comunque, non avrà più di dieci battute in tutto). Del resto, dopo questo ruolo, la Brinkley al cinema avrebbe lavorato soltanto nel quarto capitolo della serie, e basta.
  • Nel film è anche possibile vedere un giovanissimo Anthony Michael Hall, qui alla sua prima parte importante, quella del piccolo Russell ‘Rusty’ Griswold. Una parte che non riprese mai più negli altri film targati National Lampoon.
  • Il regista è Harold Ramis, uno che di commedie se ne intende, visto che ha recitato nei due Ghostbusters, ha scritto Animal House e ha diretto anche Ricomincio da capo; la sceneggiatura. invece, è di John Hughes, che quanto ad esperienza non scherza neanche lui.
  • Credo si possa dire che National Lampoon’s Vacation sia stato il primo film ad essersi servito della tecnica di mostrare delle scene dopo o durante i titoli di coda, anche se in questo caso si tratta di fotografie, che rivelano allo spettatore in che modo la famiglia sia tornata a casa. E cioè esattamente nel modo in cui la madre voleva viaggiare fin dall’inizio.

VOTO: 5

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