Nulla da temere, è soltanto una bambola che si muove

Prima di dire qualunque altra cosa su Annabelle, ce n’è una a cui non ho potuto fare a meno di pensare fin dall’inizio del film: ‘sta bambola fa paura già da sola, non c’è bisogno che sia posseduta da chissà quale spirito maligno, ma come può venire in mente ad un essere umano sano di mente di comprarsi un orrore del genere e metterla nella stanza della bambina? La povera creatura è destinata ad avere gli incubi fin dalla nascita, con quel mostro lì vicino che la guarda con gli occhi assatanati. Se ti piacciono gli oggetti macabri, per quanto siano sempre rarità da collezione, diciamo che un po’ te la sei cercata anche tu.

Che poi non è mica solo questo l’unico difetto del film. Annabelle soffre abbastanza della malattia più famosa dell’horror, che potremmo sinteticamente denominare come la quellochenellavitarealeunononfarebbemaieinveceperqualchecavolodimotivoneifilmsuccedesempr-ite. O, più efficacemente, la stupidite. La stupidite è quella patologia che si manifesta quando il personaggio principale (ma anche i secondari, quelli che fanno soltanto un cameo e le comparse) fa tutto quello che chiunque con un po’ di sale in zucca non avrebbe mai fatto se solo ci pensasse su per un secondo. Voi lascereste mai vostra figlia appena nata da sola in casa sapendo che ci sono delle strane presenze che vi perseguitano? Già uno non la vorrebbe lasciare da sola in circostanze normali, figuriamoci in questi casi. E anche a proposito della bambola, non ci voleva mica una laurea in spettrologia per capire che aveva il diavolo in corpo. Insomma, tu chiudi la porta della stanza una, due, tre volte, e la ritrovi sempre aperta, e quella indemoniata prima è finita per terra, poi se ne sta comodamente sulla sedia a dondolo a fare su e giù, poi ancora sul dondolo ma girata di spalle, e loro la guardano come se fosse normale per una bambola sgranchirsi ogni tanto le gambe.

E dire che, nonostante tutto, il film era partito piuttosto bene, con un’interessante e movimentata sequenza in cui si spiegava l’origine della possessione della bambola Annabelle, e come mai abbia questo nome. Alla base di questa pellicola che si pone come prequel di L’evocazione – The Conjuring c’era dunque un’idea originale, per quanto poi si sia persa nei soliti luoghi comuni e ovvietà che levano freschezza e persino capacità di impressionare al plot. In altre parole, nulla di nuovo sul fronte dell’horror. A portare in alto il livello ci pensano Alfre Woodard nei panni di Evelyn e la protagonista Annabelle Wallis (sì, si chiama proprio Annabelle), che prossimamente vedremo nella commedia Grimsby, al fianco di Sacha Baron Cohen (anche produttore), Mark Strong, Gabourey Sidibe, Isla Fisher, Rebel Wilson e Penelope Cruz. Alla fine, l’unica cosa che può ancora far venire la pelle d’oca è la faccia della bambola stessa.

VOTO: 5

P.S. Per chi non lo sapesse, la vicenda della bambola è ispirata all’esperienza che i coniugi Warren, Ed e Lorraine, raccontano di aver vissuto. La vera Annabelle è come la vedete nell’immagine qui sopra.

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