Lucy e le droghe del futuro. Unica controindicazione: può condurre il regista all’assurdità

Luc, Luc, Luc, ma cosa hai combinato? A sentir parlare così tanto di Lucy (e con Scarlett Johansson nelle vesti di vendicatrice sexy e risoluta) mi aspettavo, non dico il film capolavoro della stagione, ma perlomeno uno dei titoli migliori di quest’autunno. E invece mi sa che sono costretto a ricredermi. Dunque, da dove cominciamo? Forse dalla balla superspaziale dell’uomo che usa solo il 10% del suo cervello. Ecco, il perpetuarsi di una simile sciocchezza già mi dà ai nervi. Ogni essere umano usa la totalità del suo cervello, anche se non tutto assieme, ma giusto perché ogni sezione ha la sua specifica funzione. I presupposti, quindi, già non erano dei migliori. Eppure si poteva dare ugualmente una direzione interessante al film (che d’altronde resta sempre una pellicola di fantascienza), insomma, pur partendo da un’idea strampalata qualcuno poteva almeno suggerire a Besson di non peggiorare le cose. E invece, ha scelto di percorrere la strada più ardita, più fantasiosa, ma anche meno accettabile.

Lucy, ovvero la sexy e risoluta Scarlett Johansson, assume accidentalmente una droga che va a potenziare tutte le sue capacità cerebrali, sviluppandone addirittura di nuove e insospettabili, e trasformandola in un’invincibile supergirl. Ancora non è arrivata al 50%, che già è in grado di fare cose inaudite. Per la piega che stavano prendendo gli eventi, mi sarei aspettato di vederla vagare nello spazio e far girare il mondo sulle dita come fosse una palla da basket. Man mano che arriva a risvegliare ogni meandro della sua testolina, la trama volge verso un’assurdità che si fatica a tollerare, anche in un film fantascientifico, fino ad arrivare all’ultima, sconcertante sequenza che prelude ad un finale sconcertante.

Dev’essere stata tutta questa esagerazione a smorzare l’effetto adrenalinico delle scene d’azione. La tensione resta concentrata tutta nei primi minuti, quando lo spettatore ancora si chiede che fine farà la povera Lucy, ma poi neanche la corsa in automobile riesce più a farti sobbalzare dalla poltrona. La performance della Johansson resta comunque lodevole: merita un applauso per aver reso interessante il personaggio nonostante il plot sconclusionato. Del resto, i panni dell’eroina action le calzano a pennello, come già aveva dimostrato in The Avengers. Poco credibile invece Morgan Freeman, a conferma del fatto che grandi attori non sempre recitano grandi ruoli. L’intero film è corredato, fin dai minuti iniziali, di un interessante e visivamente suggestivo repertorio di immagini scelte ad hoc, e questo è un punto a suo favore. Ma in definitiva, Besson, permettimi di dire che l’hai sparata proprio grossa.

VOTO: 4

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