Ma non avevano vinto un Oscar?

Vincere un Oscar a volte è il primo passo della strada verso la consacrazione. In alcuni casi, però, può essere esattamente l’opposto. L’inizio della fine. Ci sono attori per i quali si prospettava, agli inizi della loro carriera, una lunga vita al cinema, iniziata con successi e ovazioni. Poi arriva il più ambito riconoscimento, il grande plauso della critica, copertine di giornali come se piovesse, e dodici mesi dopo nessuno sa più chi sono. Soprattutto, nessuno sa più dove siano finiti. Ci sono misteri che la mente umana non può capire. La macchina del cinema funziona in modo strano. Lo show business, ce lo sentiamo dire spesso, può usarti e risputarti via dopo un istante. Forse tutto quello che il mondo del grande schermo aveva da offrirgli era lì, in quell’unico ruolo da premio Oscar, dopodiché non resta che arrendersi all’evidenza. Alcuni sono riusciti comunque a regalarci tanto, tantissimo, al punto tale che questa assenza di titoli di rilievo non scalfisce la loro immagine di divi senza tempo. Di altri, purtroppo, tra qualche anno non ricorderemo neanche più il nome.

10. GLENDA JACKSON (Oscar alla miglior attrice nel 1971 e nel 1974)

La carriera di Glenda Jackson comincia alla fine degli anni 50, ma ci mette parecchio tempo ad ingranare. Il primo film importante è Donne in amore del 1969, che le farà vincere la prima statuetta due anni più tardi (la seconda è per Un tocco di classe). Ha recitato in Domenica, maledetta domenica, ha vinto un David di Donatello per Maria Stuarda, regina di Scozia e un altro ancora per Il mistero della signora Gabler. Ma all’inizio degli anni 80 sparisce dal cinema e si rifugia in tv. Passa un altro decennio, e si dà alla politica, chiudendo per sempre con la recitazione. Eppure non sono in tante ad aver vinto due Oscar.

09. MARCIA GAY HARDEN (Oscar alla miglior attrice non protagonista nel 2001)

Crocevia della morte, La vedova americana, Il club delle prime mogli, Flubber, Vi presento Joe Black sono solo alcuni dei film dell’attrice americana che nel 2001 vinse l’Oscar grazie all’interpretazione della pittrice Lee Krasner in Pollock. Ci riprova, con meno successo, tre anni dopo, con Mystic River. Poi, tanti ruoli in film dimenticabili, e pochissime produzioni di rilievo (come Into the Wild di Sean Penn). Potrebbe però rilanciare la sua carriera col prossimo film di Woody Allen Magic in the Moonlight e l’attesissimo Cinquanta sfumature di grigio.

08. F. MURRAY ABRAHAM (Oscar al miglior attore nel 1985)

Il suo è un caso un po’ particolare. Dopo aver vinto il premio per Amadeus, l’attore di origini italiane ha continuato a lavorare ininterrottamente fino ai giorni nostri (ultima apparizione da noi in Grand Budapest Hotel). Il fatto è che, se togliamo i film per la televisione, quelli in cui ha effettuato un semplice cameo, e quelli talmente brutti che nemmeno sua moglie sarà andata a vederli, non rimane più nulla. Sfido io che lo danno per disperso.

07. JOE PESCI (Oscar al miglior attore non protagonista nel 1991)

Nell’immaginario collettivo, Joe Pesci è la perfetta incarnazione dello stereotipo italo-americano. Fu così che vinse l’Oscar con Quei bravi ragazzi, recitando la parte del mafioso Tommy DeVito per Martin Scorsese. Prima, c’erano stati Toro scatenato e C’era una volta in America. Dopo, la sua agenda continuò ad essere piena di impegni per un paio d’anni. Dopodiché, lo spettro dell’anonimato si è abbattuto pure su di lui.

06. CHER (Oscar alla miglior attrice protagonista nel 1988)

Dopo una prima apparizione nel 69, Cher approda al cinema in grande stile nel 1982 con un film di Robert Altman, Jimmy Dean, Jimmy Dean, ed è la prima nomination ai Golden Globe. L’anno seguente, ne ottiene anche una agli Oscar con Silkwood di Mike Nichols, e nell’88 la definitiva consacrazione grazie a Stregata dalla luna. A seguire, solo altri cinque film, dal 1990 al 2010. Va’ a sapere il perché.

05. GEENA DAVIS (Oscar alla miglior attrice non protagonista nel 1989)

I film di Geena Davis si contano sulle dita di una mano. Esordio con Tootsie, successi con La mosca e Beetlejuice, poi l’Oscar con Turista per caso, e nel 1991 il grande successo con l’indimenticabile Thelma & Louise, il film per cui tutti la conoscono. Dopo il quale la sua carriera è precipitata più o meno come lei e Susan Sarandon nel precipizio. Ha provato a rilanciarla con la televisione, ma sia il Geena Davis Show che Una donna alla Casa Bianca sono naufragati dopo una sola stagione.

04. TIM ROBBINS (Oscar al miglior attore non protagonista nel 2004)

Parte della sua fortuna la deve a Robert Altman, che lo volle in I Protagonisti, America oggiPrêt-à-Porter. Inoltre, è stato in Top Gun, Jungle Fever e Le ali della libertà. Nel 2003 arriva Mystic River di Clint Eastwood, e l’anno dopo è Oscar. Ancora un anno, e cominciò il declino. E più passa il tempo, e più diminuiscono gli ingaggi, tanto che verrebbe da pensare che non lo vedremo mai più in ruolo degno del suo talento.

03. HILARY SWANK (Oscar alla miglior attrice nel 2000 e nel 2005)

La strada di Hilary Swank verso il successo procede a piccoli passi, tra il cinema (Karate Kid IV) e la tv (Beverly Hills, 90210), prima di arrivare a Boys Don’t Cry nel 1999, che le regala la prima statuetta. La seconda arriverà dopo cinque anni per Million Dollar Baby, che le fa ottenere il pass per l’Olimpo delle celebrità. Nel frattempo, recita per Sam Raimi, Christopher Nolan e Tom Hooper. Dal 2006 in poi ha collezionato quasi solo fiaschi, e negli ultimi due anni al cinema non la si è proprio vista. Vincere due Oscar, per un’attrice, non è proprio un toccasana per la carriera. La prima fu Luise Rainer, vincitrice nel 37 e nel 38, e sparita dalla circolazione già dal 39 per mancanza di ingaggi. Vivien Leigh, dopo il secondo Oscar nel 52 per Un tram che si chiama desiderio, fece soltanto altri tre film. Olivia de Havilland vinse la seconda volta nel 50, e nei trent’anni successivi ha recitato all’incirca in una decina di pellicole. Sally Field, premio Oscar nell’80 e nell’85, centellinò le sue apparizioni drasticamente dopo Le stagioni del cuore, al punto tale da non fare più di cinque film al decennio. Di Glenda Jackson abbiamo già parlato, e ce n’è ancora un’altra, più avanti, che naviga nelle stesse acque.

02. RENÉE ZELLWEGER (Oscar alla miglior attrice non protagonista nel 2004)

Chi ha vinto l’Oscar nel 2004 è stato colpito da una strana iella: Jamie Selkirk (miglior montaggio per il terzo capitolo de Il Signore degli Anelli) non ha quasi più lavorato, idem Russell Boyd (miglior fotografia per Master & Commander), Tim Robbins l’abbiamo già citato, e anche la stella di Charlize Theron ha iniziato a brillare un tantino di meno. Renée Zellweger era nota a tutto il mondo per essere l’imbranata e romanticona Bridget Jones nel film del 2001, ma era stata anche l’amore di Tom Cruise in Jerry Maguire, la protagonista femminile che dà il titolo a Io, me & Irene con Jim Carrey, e l’assassina Roxie Hart nel film vincitore dell’Oscar nel 2003, Chicago. L’Academy le assegnò il riconoscimento per la sua performance in Ritorno a Cold Mountain, dopodiché il cinema le ha voltato le spalle. E adesso è dal 2010 che non recita più.

01. JODIE FOSTER (Oscar alla miglior attrice nel 1989 e nel 1992)

Jodie Foster è praticamente cresciuta davanti alla macchina da presa, passando da Alice non abita più qui e Taxi Driver (entrambi di Martin Scorsese) ai film di Adrian Lyne, Tony Richardson e Claude Chabrol (più tante partecipazioni a serial tv). Nel 1989, a ventisette anni, vince il suo primo Oscar grazie all’interpretazione di una ragazza che porta in tribunale i suoi stupratori in Sotto accusa. Il secondo non tarda ad arrivare, con Il silenzio degli innocenti, che di certo non ha bisogno di presentazioni, nel 1992. Da quella data, Jodie Foster ha regalato ai suoi fan ancora altre apprezzabili e indimenticabili interpretazioni in film di successo, come Contact di Robert Zemeckis e Panic Room di David Fincher, o ancora Anna and the King e Una lunga domenica di passioni. Il problema è che gli anni in cui si è tenuta lontana dalle scene sono quasi paragonabili a quelli in cui ha lavorato, e più passa il tempo, più sembra che si sia ritirata a vita privata. Ogni tanto ricompare per mostrarsi brava come sempre in film che mettono in luce tutto il suo talento (vedi alla voce Carnage), ma, nonostante abbia da poco compiuto cinquant’anni, ha meno vitalità di Julianne Moore, Sandra Bullock ed Emma Thompson.

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