The Lady, il corpo delle donne, e il mondo secondo Lory Del Santo

Ho visto la serie di Lory Del Santo. Più per riderci sopra, che per qualche intrinseco merito artistico. Che, per inciso, non ha. Lo so, è un prodotto scadente e abominevole, ma se lo si prende alla leggera può aiutare davvero a farsi delle grasse risate. Che poi, a dirla tutta, basta guardare anche solo la prima delle dieci puntate, per farsene un’idea. Le altre sono tutte su quel tono lì. Non migliorano. Peggiorano, semmai. Proseguire la visione può essere soltanto giustificato dalla voglia di ridere sempre più, di deridere il cast, la regia, le musiche, le ambientazioni, la trama che poi trama non è, dal momento che è tutto uno sfilare di corpi seminudi e un susseguirsi di pensieri avulsi dal contesto che hanno la pretesa di essere degli aforismi, e invece suonano come battute di una triste barzelletta. Il fatto è che dopo aver riso a crepapelle, viene pure un attimo di riflessione. Non sul significato della serie che, come ho detto, non significa proprio nulla, ma su quello che c’è dietro. Che cosa avrà voluto dirci Lory Del Santo?

Ho letto qua e là degli articoli molto divertenti in proposito, di quelli che parodiavano e irridevano questo The Lady – L’amore sconosciuto senza capo né coda. Non c’è bisogno che mi metta anch’io a fare satira. Forse c’è bisogno di dire una cosa seria, per una volta. In questa webseries/film-per-la-rete (non si capisce come etichettarlo), compaiono di volta in volta ragazzoni palestrati al limite delle umane possibilità che sono cresciuti a pane e Maria De Filippi, e ragazzotte che non hanno altra occupazione che quella di andare in giro come mamma le ha fatte. Tra i primi e le seconde c’è poca differenza. Nessuno lavora, e tutti sognano di sposare un uomo o una donna col portafoglio pieno zeppo per non doversi preoccupare di come arrivare a fine mese. Non si capisce chi ci faccia la figura peggiore, se le donne apparentemente ritratte come se comandassero loro il mondo, e che poi non trovano altro modo per farsi strada che usare il proprio corpo, oppure gli uomini tamarri e puttanieri costantemente alla ricerca della prossima preda sessuale. Niente si salva, in questo girotondo di arrivismi, ideali rovesciati, ricchezze ingiustificate, pettorali esibiti, seni gonfiati chirurgicamente e dizioni sbagliate, che, per riprendere una citazione di una mia amica, finisce solo per collassare su se stesso. E non uno di loro che sia stato scelto per qualche merito, questi disgraziati che hanno preso lezioni di espressività alla scuola di Barbara D’Urso e rispondono a canoni di bellezza pure discutibili.

Una cosa è certa: Lory Del Santo non si è inventata niente. Il suo, per quanto mi duole ammetterlo, è uno specchio di una realtà con cui, seppure indirettamente, abbiamo a che fare tutti i giorni. Quella fatta di donzelli e pulzelle che credono basti esibire qualche centimetro di pelle in più per farsi valere. Non importa se non hai niente da dire, l’importante è avere qualcosa da far vedere. Quello squallido can-can di volgarità etica ed estetica a cui la nostra televisione dà pure troppo spazio. Viene da pensare che tutto quello che la signora Del Santo ci ha propinato in questi episodi di dieci minuti sia esattamente la sua visione della vita. E se le cose stanno così, c’è da dire che è una visione veramente triste. Se credeva di portare sullo schermo l’immagine della donna moderna che non ha bisogno di un uomo al suo fianco per dimostrare di che pasta è fatta, bisognerà dirle che è avvenuto proprio il contrario.

Mi è tornato in mente in questi giorni un video documentario a dir poco spiazzante di Lorella Zanardo, Il corpo delle donne, che in soli 25 minuti indaga sulla scomparsa della donna vera dalla televisione, come si può leggere sul sito, mentre sullo sfondo scorre un campionario di immagini poco lusinghiere ma senza dubbio calzanti. Compare anche Lory Del Santo, per una manciata di secondi. Figlia di quella scuola di pensiero che vede nella mercificazione del corpo il tramite prediletto per costruirsi una carriera. Fatta solo di esibizionismo, ovviamente. Magari farebbe bene a guardarlo anche lei, questo video. Potrebbe imparare qualcosa. O forse no. Sto ancora cercando di capire se ci è o ci fa.

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