Natale, tempo di struffoli, ghirlande, regali e cinepanettoni

Grado Zero

Karina Huff e Christian De Sica in Vacanze di Natale (1983)

Poche cose fanno davvero Natale. L’albero, per esempio. O il cenone, ovviamente, con le sue squisitezze prettamente natalizie. E il cinepanettone. Ormai, in Italia, non si può dire Natale senza il buon vecchio, immancabile, dicembrino cine-panettone.

Il termine viene coniato in tempi recentissimi, all’incirca un decennio dopo la nascita del genere, ed è diventato praticamente di uso comune, tanto che oggi qualunque pellicola italiana arrivi nelle nostre sale durante le festività natalizie viene indistintamente bollata come tale. Attenzione, però, alle generalizzazioni: il cinepanettone si è guadagnato, che vi piaccia o no, un posto di tutto rispetto nei dizionari del cinema e della lingua, e pretende di avere perciò le sue connotazioni (che, a dirla tutta, facilissime da individuare).

Innanzitutto, diffidate dei falsi certificati storici di famiglia: probabilmente avrete sentito dire che le origini del filone cinematografico in questione risalgono…

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