La ragazza del mio migliore amico

La ragazza del mio migliore amico non è un film difficile da inquadrare. Mette in campo tutte le sue debolezze fin dal principio, tanto che risulta facilissimo prevedere svolgimento, conclusione, e tutta la serie di banalità che ci si può aspettare da una pellicola del genere.

Lui (Jason Biggs) ama lei (Kate Hudson), ma lei non ricambia, e così lui chiede al suo migliore amico (il protagonista Dane Cook) di uscire con lei, offrirle la serata peggiore della sua vita, in modo da indurla a tornare disperata tra le sue braccia. Solo che le cose non vanno (ovviamente) come dovrebbero andare. O meglio, vanno proprio come dovrebbero andare, nel senso che anche un bimbo in fasce sarebbe in grado di indovinare che Dane Cook, ovvero Tank, finisce coll’innamorarsi di Alexis, cioè Kate Hudson. Naturalmente i due inizieranno una frequentazione, che si interromperà nel momento in cui verrà fuori che lui era stato “ingaggiato” e pagato per uscire con lei, poi tutto si aggiusta, e amen, sono tutti felici e contenti.

Jason Biggs è eternamente intrappolato nel ruolo dello sfigato miserabile, ma almeno in American Pie faceva ridere, qui risulta addirittura fastidioso. Dane Cook è incredibilmente surreale, nel senso che il suo personaggio è stato spinto oltre il realmente accettabile. Senza contare che passa dall’essere un incallito sciupaffemine a un romanticone di prima categoria, poi di nuovo bastardo, poi pentito con la testa a posto, come se le trasformazioni repentine e continue servissero a far ridere lo spettatore piuttosto che a fargli domandare il perché di tutto questo. Kate Hudson, che pure ha qualche dote per il genere comico, è all’ennesima commediola sciatta e mal scritta. Per non parlare di Alec Baldwin, che vorrebbe essere un divertente puttaniere e invece è, probabilmente, al ruolo più triste della sua carriera.

Sembra che tutto sia stato arrangiato, buttato lì, come se bastassero un paio di gag a fare un film. È prassi consolidata fare arrivare, a metà della storia, un intoppo, un ostacolo che fa precipitare le cose prima che tutto si sistemi di nuovo. Ed era normale che Alexis prima o poi scoprisse che Tank, come secondo mestiere, esce con le ex degli altri comportandosi tutt’altro che da gentiluomo per convincerle a fare marcia indietro dai loro ragazzi; ma non si capisce perché sia proprio lui a mandare all’aria la relazione, e perché un istante dopo cambi nuovamente idea. Anche il lieto fine era scontato, ma almeno potevano sprecarsi a dare un senso alla conclusione piuttosto che sbrigarla frettolosamente negli ultimi cinque minuti, quando in un attimo chi si accorge di amare chi, i due ragazzi diventano più amici di prima, e se fino a un secondo fa l’amore era compromesso per sempre, un istante dopo va tutto alla grande. Tutti si amano, buon per loro. E tu rimpiangi di non aver cambiato subito canale.

VOTO: 2

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2 commenti

  1. Andre come mai hai scelto questo film vecchio da recensire? Comunque l’ho visto proprio ieri sera…una commedia romantica scema ogni tanto ci vuole =P

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