American Sniper, al di là delle polemiche

Dunque è questo il film che sta tanto facendo discutere l’America, dai politici agli addetti ai lavori del cinema. American Sniper sta incassando tanto quanto si sta infervorando la polemica, e più gente corre nelle sale a vederlo, più si accende il dibattito. Chi lo considera un capolavoro, chi soltanto un’ottima propaganda per gli USA e la loro politica estera. Sembra che tutti debbano prendere per forza una posizione, decidendo se il film sia politically correct oppure no. A me interessa, soprattutto, che il film in questione sia bello, per dirlo in parole povere, e American Sniper lo è.

Bradley Cooper, nella parte dell’amatissimo/odiatissimo Chris Kyle, cecchino dei Navy SEALS artefice di più di 150 omicidi (se non anche di più), riesce a dare spessore non soltanto all’americano che entra in guerra per dare una mano al proprio Paese e combattere il nemico iracheno, ma anche al soldato che porta sopra e dentro al proprio corpo tutte le cicatrici che la guerra stessa gli ha lasciato. E questo era il compito più arduo. Gli viene incontro Sienna Miller, la moglie che lo aspetta per mesi e poi anni trepidante e angosciata, schiacciata dal timore e dal tormento di una guerra che viene combattuta suo malgrado.

Ai momenti di riposo appassionati e strazianti lontano dal fronte, fanno da contrappunto le scosse della guerra vera e propria, degli scontri a fuoco in cui, allo scoppio di un fucile o una granata, esplode impietosa la drammaticità di quegli attimi, il fulcro e il cuore di questo film che è, essenzialmente, un film di guerra. A me sembra però che, più che essere un elogio dell’ideologia guerresca americana, sia un racconto di ciò che può accadere durante e dopo un conflitto armato, che continua a risuonare assordante nella testa coi suoi rimbombi anche a miglia di distanza.

Che poi si sia scelto di narrare un recentissimo episodio della nostra storia partendo da Chris Kyle, e che lui e l’esercito passino per degli eroi o meno, ha poca importanza. Non spetta a Clint Eastwood raccontarci LA Storia. Il suo compito è soltanto di fare dei bei film. Se riesce a commuoverti, e farti salire le palpitazioni a mille, direi che ci è riuscito.

VOTO: 9

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