Spider Pork, Spider Pork, il soffitto tu mi spork

Non so perché io, fan accanitissimo dei Simpson da tempo immemore, sia andato a vedere il film al cinema nel 2007 e poi non l’abbia guardato mai più. Eppure ricordo di essermi detto più volte che dovevo rivederlo. Per questo mi sono messo comodo comodo, e mi sono (ri)abbandonato a questa visione. La prima volta mi avevano convinto, anche se non fino in fondo: insomma, si ride e ci si diverte, ma un po’ avevo sentito la mancanza dell’episodio da 20 minuti.

Stavolta, invece, sono riuscito a godermi di più il film senza pensare alla serie. Il problema di qualunque prodotto televisivo, quando sbarca al cinema, è riuscire a convincere il pubblico che ne è valsa la pena, che si aveva qualcosa da dire che meritasse una più lunga trasposizione degna della grande sala buia. I Simpson hanno passato decisamente la prova. Merito di Homer, ancora in forma come lo era ancora in quegli anni, e imbranato e pasticcione come al solito. Merito dei loro concittadini, sempre al limite tra la stramberia e l’imbecillità, del commissario Winchester, di Milhouse, Cletus, del povero nonno. Merito anche di una storia movimentata all’insegna dell’avventura che, in perfetto stile Simpson, sai dove comincia ma non sai mai come evolve. E soprattutto, merito dei personaggi pensati apposta per l’occasione con tanto di gag memorabili annesse. Prima di tutti, Spider Pork, protagonista del momento più spassoso di tutto il film, seguito a ruota dalla donna popputa, la cui fisicità prorompente basta da sola a farti già ridere, ed entrambi tanto riusciti da meritarsi pure delle apparizioni nella serie tv. E poi lo psicopatico Russ Cargill, la comparsata dei Green Day e un presidente USA che ricorda tanto Schwarzenegger.

La tara più grossa che pesa su questo film (e credo di parlare a nome di tutti i fan) è che non è una storia veramente sensazionale, colossale, di quelle che renderebbero questa pellicola superiore o pari a tutto quanto fatto fino a quel momento. Ci aspettavamo tutti che raggiungesse i fasti dei migliori episodi, e invece è rimasta un tantino indietro. Si fa perdonare comunque, perché fa ridere. Semplicemente. Bart che corre nudo sullo skateboard, il maiale che cammina sul soffitto, la folla inferocita che minaccia di morte la famiglia, il trasferimento in Alaska, la cupola sulla città…Memorabili o no, sono tutti momenti degni di essere vissuti da chi ama questi americani gialli. La prossima volta, però, devono promettermi una cosa, anzi due: semmai dovessero farne un altro film, voglio una storia ancora più catastrofica, piena di colpi di scena e di guest star, e che diano spazio anche a Skinner, Boe, Patty e Selma.

VOTO: 8

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