Io la conoscevo bene

Ho visto una ragazza dolcissima. Aveva diciannove anni e tanti sogni nel cassetto. Voleva diventar famosa, fare cinema, spettacolo, come tante altre ragazze della sua età. Forse però più di ogni altra cosa voleva essere amata, sentirsi indipendente, ma con un uomo al suo fianco.

Si chiamava Adriana, e non è esattamente il tipo di ragazza da far girar la testa a tutti. E non perché non fosse bella, ma perché era troppo accondiscendente, troppo credulona e remissiva, al punto che all’inizio non avevo ancora capito se ogni volta si abbandonava agli uomini in cerca dell’amore e nulla più, o se era proprio lei ad usare quegli uomini che credevano di servirsene. Poi ho compreso che era la prima ipotesi. Adriana non sapeva neanche riconoscere un mascalzone, uno che appena l’ha conosciuta la porta in una stanza d’albergo e se ne va la mattina presto senza dir niente, lasciandole pure il conto da pagare. Era fatta così, si affezionava, e sperava sempre che finalmente avesse trovato quello giusto.

Neanche una carriera riesce a costruirsi. Di tanto in tanto spunta un’opportunità, il miraggio di un’occasione che si risolve in tutto fumo e niente arrosto. La prendono anche in giro, la povera Adriana. Le piace la musica, canticchia teneramente con la sua vocina soffusa, accenna qualche passo, sempre con tanta grazia. Non sarà una femme fatale, ma ispira tanta tenerezza.

Gli uomini nella sua vita vanno e vengono. Un po’ appare Franco Nero, un po’ si vede Franco Fabrizi, un po’ un altrettanto compassionevole Ugo Tognazzi ed un cinico Enrico Maria Salerno. Soltanto Nino Manfredi esce fuori qualche volta in più, ma nessuno lascia il segno. Nessuno è realmente interessato a lei. Adriana era Stefania Sandrelli cinquant’anni fa, e nella sua storia non c’è una reale intenzione dissacratoria. Succede tutto in fretta, in modo spiazzante, coinvolgente, ma alla fine non c’è nulla che ti dica se schierarti contro o dalla parte di Adriana mentre va verso il suo tragico destino. La macchina da presa non ha voluto indugiare un attimo di più su di lei, sottraendola allo schermo più di quanto avrebbe meritato.

VOTO: 8

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