American Beauty

Se dico Ricky Fitts, e ci aggiungo pure una busta di plastica fluttuante nel vento, tutti capiscono benissimo a cosa sto pensando. Ricky guardava la busta volteggiare tra le foglie, in alto, in basso, poi di nuovo in alto, con tanta ammirazione, allo stesso modo in cui si dovrebbe guardare tutto il film, con gli occhi stracolmi di bellezza.

Ho sempre adorato le famiglie un po’ insolite, diciamo pure disfunzionali, e i soggetti nevrotici, imperfetti, di quelli che resti ad osservare nell’attesa che esplodano, perché sai che prima o poi scoppieranno. È il come, che ti interessa. American Beauty è tutto questo, e altro ancora. I Burnham non sono certo i più convenzionali vicini di casa, ma non sono neanche un esempio bell’e buono di atipicità. Lui è depresso, lei è frustrata, e tutt’e due attraversano a loro modo una crisi di mezza età trascinandosi appresso anche la figlia adolescente, tipicamente insoddisfatta di se stessa e imbarazzata dai suoi genitori. Attorno a loro, un manipolo di figure non meno interessanti che potrebbero riempirci una casa con le loro ipocrisie.

Ma non è questo sfinimento, questa reciproca pressione ed estenuazione psicologica, la perversione, le bugie, l’infedeltà quello che importa, perché altrimenti potrebbe essere uno dei tanti altri racconti di una qualunque provincia americana dei giorni nostri. Il fatto è che American Beauty ci mette tutto questo sotto agli occhi, e lo fa senza nemmeno urlare. Con tatto e naturalezza. Con una soavità tale da far venire i brividi più di qualunque scossa elettrica. Perciò resti a guardare Kevin Spacey, Annette Bening, Mena Suvari, Thora Birch e Chris Cooper mentre si torturano a vicenda, con la consapevolezza di non poter desiderare neanche per un attimo di essere come loro, perché neanche loro vogliono essere quello che sono. Esseri tremendi, eppure così affascinanti, forse perché così veri. Stimabili decisamente no, ma un po’ finisci per dispiacerti per loro.

E continui a osservarli come Wes Bentley con la busta danzante. In compagnia di qualche petalo di rosa, interpretazioni da premio Oscar, e una colonna sonora ancora più leggiadra. A volte, c’è così tanta bellezza nel mondo.

VOTO: 10

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