Diffidate dei fantasmi che non fanno paura

Bisogna accettare il paradosso. Quello che è alla base del 99,9% dei film horror che ci propinano da anni. Bisogna accettare quel paradosso per cui la protagonista stenta ad accorgersi che qualcosa non va quando sua figlia di tre mesi comincia a parlare in aramaico, il sangue che cola dalle pareti viene scambiato per un problema delle tubature, e la famiglia che vive in una casa infestata non pensa minimamente ad andarsene anche se la notte cominci a levitare a dieci metri sopra il tetto. Fatta propria la convinzione che il paradosso c’è, e nessuno lo scalzerà di lì, puoi goderti la visione di un film come The Conjuring.

Io non ce l’ho fatta. Ero anche partito col piede giusto, apprezzando il fatto che fosse girato bene, raccontato bene, insomma sembrava avesse tutte le carte in regola per essere originale, per essere diverso. Ma niente. Provano anche a spiegarci perché la famiglia tormentata dai fantasmi del passato non se ne voglia andare di lì, ma non posso crederci fino in fondo. E poi, mi spiegate perché mai uno dovrebbe comprare una casa sperduta in mezzo a un bosco? Metti il caso che ti ritrovi senza zucchero di domenica e vuoi chiederne un po’ ai vicini, a chi ti rivolgi, agli scoiattoli?

E non è stato solo il paradosso. La prima metà mi aveva quasi convinto, perché sembrava uno di quei film che mirano più a turbare che a spaventare, lasciando un’ombra di mistero sulle oscure presenze che tormentano l’allegra famigliola. È quando il velo cade, che crolla anche la trama. Quello che non si vede a volte può far più paura di ciò che è concreto e tangibile, e quando nessuno spazio viene lasciato all’immaginazione si rischia di scadere nel banale. E nel già visto. Come in questo caso. Che poi, sembravano pure fantasmi chissà quanto pericolosi, e invece tanto rumore per nulla. Le cose sono andate più o meno così:

Il demone: Io sono un diavolaccio tanto cattivo, e mi prenderò le vostre anime, buhauhauha (risata malefica).

La madre di famiglia: Oh no, il diavolaccio tanto cattivo vuole prendersi la mia anima.

La medium alla madre: Esci da questo corpo diavolaccio, e tu, madre di famiglia, ricordati quanto vuoi bene alle tue figlie. Potere dell’amore, vieni a me.

Il demone: Ah vabbè, allora tolgo il disturbo. È stato un piacere rompere i vostri quadri. Ci vediamo al prossimo esorcismo.

Io: Scusate, ma è tutto qua? E nessuno si è fatto male? Cioè, io ho visto le bambine sbattere contro i muri, gente che cadeva per un chilometro di scale…Sicuri di stare tutti bene?

Il cast: E che ci vuoi fà, siamo in un film.

Io: Ok, se lo dite voi. Ma mi spiegate almeno che c’entrava la bambola Annabelle in tutto questo?

Il regista: No.

Titoli di coda.

VOTO: 4

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