Basil l’investigatopo

Ritornare indietro nel tempo con la memoria per scoprire fin dove arrivano i tuoi ricordi dà una gioia particolare. Avete presente di cosa sto parlando? Di quel piacere che si prova nel rivedere un film che appartiene alla tua infanzia, verificando immagine dopo immagine che cosa ti è familiare e cosa invece hai cancellato. Di Basil l’investigatopo avevo rimosso quasi tutto, tranne una memorabile sequenza tra gli ingranaggi del Big Ben e la figura del topo protagonista.

Basil l’investigatopo appartiene al periodo meno felice di casa Disney, gli anni Ottanta, e un po’ malignamente mi viene da pensare che se la memoria mi ha abbandonato non è del tutto colpa mia: non è tra i migliori cartoni animati della storia. Ma questo non vuol dire che non si lasci guardare. Nel bene e nel male, Basil ha delle sue atipicità, a cominciare dalla trama: è concepito cioè per essere una sorta di thriller per bambini, una storia con un criminale, un detective che si mette sulle sue tracce e un mistero da risolvere. E il mistero, in sé, non è mica male. Non ha un classico personaggio femminile di spicco, nel senso che il personaggio femminile c’è, ma è una bambina, non la solita eroina o la principessa da sposare.

Forse sono i personaggi l’aspetto su cui bisognava lavorare di più. Partiamo da Basil, il topo che suo malgrado si ritrova a sventare la minaccia che incombe sul suo popolo di strada. Basil è stravagante, è divertente, è intelligente, e ciononostante gli serviva un po’ di caratterizzazione in più: possiede tutti questi e altri attributi, ma non in quantità sufficienti, sicché sembra che sia sempre troppo poco. Il Professor Rattigan, suo acerrimo nemico, è ancora più privo di spessore, dal momento che non incute abbastanza timore per essere il cattivo di turno, né è abbastanza goffo da risultare anche ridicolo. Insomma, quanto a topi, ne abbiamo visti di migliori.

I più riusciti sono, come spesso accade soprattutto nei cartoni, i personaggi secondari, dalla piccola e tenera Olivia alla grassa e grossa Lucrezia, al fido e giocherellone Ugo. Però non bastano a fare di questa storia, comunque arguta, un vero capolavoro.

VOTO: 6

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