A che ora torna la mamma?

Anna Muylaert è una regista e sceneggiatrice brasiliana con una buona esperienza alle spalle, al cinema come in tv. Che non sia una appena arrivata lo si vede benissimo dal suo ultimo film, È arrivata mia figlia.

La scelta delle inquadrature, per esempio, la dice lunga, perché serve a creare quella distanza tra il punto di vista della protagonista (e dello spettatore) e le persone con cui interagisce. Che poi, sono nient’altro che i suoi datori di lavoro, per non chiamarli padroni.

screen_shot_2015-05-11_at_4-03-29_pmVal è la domestica di una assai benestante famiglia di San Paolo, che cucina, pulisce, e cresce il bambino di casa, continuando a fargli da mamma fino alla maggiore età, più di quanto non lo faccia la madre stessa. Intanto, sua figlia vive da tutt’altra parte, cresciuta a sua volta da un’altra donna, e il giorno in cui rimette piede nella sua vita sconvolge tutti gli equilibri esistenti tra padroni e domestica, tra genitori e figli.

Il titolo originale del film è Que Horas Ela Volta?, che dovrebbe suonare più o meno come A che ora torna? Quello in inglese è, invece, The Second Mother, e sono entrambi sufficienti a spiegare alcune cose. Perché lo schema dei rapporti tra una parte e l’altra funziona come un circolo vizioso, per cui ogni figlio avrà sempre una seconda mamma, una bambinaia incapace, però, di colmare il vuoto della prima, quella vera. E intanto, continuerà a chiederle sempre quand’è che tornerà a casa la sua mamma. Va a finire che si cresce, e la tua mamma è sempre in ritardo, e quando torna non riesci a non avercela un po’ con lei.

the_second_mother_stillLa sua capacità d’incantare sta nella totale semplicità, e nel realismo che vien fuori da ogni battuta e movimento. La costruzione della storia e dei dialoghi è di una credibilità assoluta, tanto che in Val potremmo persino rivedere un po’ delle nostre mamme; e anche se la caratterizzazione dei personaggi dei due coniugi/padroni è piuttosto prevedibile, il film sa tenersi lontano da impennate smielate e prevedibili banalità. Soprattutto, la protagonista Regina Casé è irresistibile. Ogni volta che esclama Maria Vergine strappa un sorriso.

VOTO: 8

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