Joy

Joy è un film che mi ha messo in enorme difficoltà. Sono passati diversi giorni da quando l’ho visto, e ancora ci penso. Mi chiedo come devo iniziare a scriverne, e come si vedrà non ho ancora trovato la soluzione adatta.

E il motivo sono le innumerevoli contraddizioni. Gli alti e i bassi. I pregi e i difetti che si annullano a vicenda, insomma. Perché il film in sé non è poi male, ma restano alcune cose inaccettabili. Per esempio, che cosa?

Il fatto che la prima parte sia al di sotto della sufficienza, tanto per cominciare dal principio. Joy è la storia di Joy Mangano, l’inventrice del Miracle Mop, un mocio per lavare joy-2a terra che avrebbe rivoluzionato il modo di tenere pulita la propria casa. Una vera manna che piovve sul capo di tutti coloro che avevano a che fare con l’orrida faccenda di pulire i pavimenti. Un’ascesa verso il successo cominciata in salita, facendosi largo tra familiari diffidenti e imprenditori bugiardi. Una bella storia, quindi, che sulla carta ha tutti numeri per funzionare.

Ma l’inizio ci mette tempo ad ingranare, eppure conserva un non so che di poetico e suggestivo nella narrazione che ha comunque il suo perché. Soprattutto, ha un’aria surreale che non giova affatto alla messa in scena, come se i personaggi fossero sempre fuori tempo, e le battute non fossero per nulla adatte alla situazione. Per contro, l’immagine della madre che passa la vita intera a guardare soap opera è geniale.

bradley_cooper_joy-xlargePoi si arriva al nocciolo della questione, e diventa avvincente, appassionante, viene persino un po’ di tensione, mentre Joy tenta di vendere il suo prodotto e tu stai lì a chiederti se ce la farà. Brividi fino alla fine, e proprio sul finale precipita di nuovo. Frettoloso e arronzato, avrebbe meritato una chiusura più soddisfacente.

Per inciso, Joy è Jennifer Lawrence, in un’altra di quelle interpretazioni delle sue, da dieci e lode. Il cast è quello oramai abituale per una pellicola di David O. Russell, col ritorno di Bradley Cooper e Robert De Niro, eccezionale il primo, anche in ruolo stavolta meno corposo, e incredibile il secondo, non in senso positivo però. De Niro è bravo come al solito, e non potrebbe essere altrimenti, e pure Virginia Madsen non è da meno. Sono i loro personaggi il problema. Sembrano usciti da una farsa più che da una commedia, e non hanno quel che serve di credibilità per quella che è poi una storia vera. Uguale discorso per Isabella Rossellini. Che dispiacere.

Il valore aggiunto è dato dagli elementi di fondo che aumentano, come sempre, la qualità della visione: scenografie, musiche (soprattutto), costumi. Tutto a vantaggio della storia. Che è una bella storia, davvero. Ma bisognava mettercela tutta per raccontarla a dovere.

VOTO: 7*

*e comunque non è affatto male. Ci son solo rimasto male dal momento che mi aspettavo di più.

joy-famiglia

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3 pensieri su “Joy

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