The Danish Girl, la ragazza alla ricerca della propria identità

Scegliere di guardare The Danish Girl senza sapere nulla della trama può riservare piacevoli sorprese.

Anche senza sapere che racconta la reale vicenda di Lili Elbe, la prima transessuale che la Storia ricordi, la prima ad essersi sottoposta ad intervento chirurgico per effettuare un cambio di sesso. Soprattutto, che la racconta con estrema delicatezza, con le meravigliose musiche di uno dei compositori più apprezzati in ambito cinematografico (Alexandre Desplat) e piglio ironico.

danishgirl1-xlargeÈ stato sorprendente constatare che The Danish Girl è un film estremamente intimista, che osa mettere a nudo i protagonisti (anche letteralmente), seguendone le ragioni più personali e i turbamenti emotivi. E dopo averli spogliati di vestiti e camicie da notte, il racconto mette da parti i corpi per inquadrare in primo piano soltanto i moti dell’animo.

Einar vuole imparare a muoversi da donna e a vestirsi da donna, ma non ha bisogno di imparare a sentirsi donna, gli basta ascoltare la sua natura e scrutarsi allo specchio. Lili ha bisogno di cambiare corpo per mostrare fuori ciò che già sente di essere dentro, facendo intuire allo spettatore che la fisicità ha solo il 50% delle responsabilità nella faccenda.

Non c’è stato neanche un margine di errore nella scelta di Eddie Redmayne come protagonista, azzeccatissimo non solo dal punto di vista più strettamente fisico, ma anche quanto alla performance, che gli sarebbe valsa di sicuro il secondo Oscar se non ci fosse stato in gara lo sfidante DiCaprio.

27danishgirl-master675Per chi avesse gustato un assaggio del talento di Alicia Vikander in Ex Machina, non sorprende più di tanto che qui esploda in tutta la potenza, tanto che rischia di rubare la scena al suo coprotagonista e di assurgere a personaggio chiave della vicenda.

E sebbene nel complesso The Danish Girl avrebbe potuto osare più di così, la linea scelta dal regista ne fa una storia di gran valore, che d’altronde è originale già di suo, intrisa di bellezza e di senso artistico, dalle musiche alla concezione delle immagini, dalle interpretazioni ai costumi, protagonisti questi ultimi di tutto il film, dal travestimento alla scena finale, passando per la ricerca dell’identità.

VOTO: 9

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6 pensieri su “The Danish Girl, la ragazza alla ricerca della propria identità

    1. Pensa, l’ho visto più di dieci giorni fa, e in tutto questo tempo ho continuato a pensarci, perché l’ho ritenuto fin da subito un film ben riuscito e anche coraggioso, ma poi a ben pensarci ho capito che poteva essere ancora più coraggioso. Tu che ne pensi?

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      1. Si, ma avrebbe corso il rischio di diventare morboso, invece è rimasto delicato, etereo, come la figura di Lili. In fondo lei non ha mai veramente amato un uomo, era la sua natura che veniva fuori il centro della scena, come una bambina che osservava le altre donne e le emulava nei gesti, per imparare ad esser donna. Forse la parte della sofferenza non è stata trattata a dovere, ma in modo sbrigativo. A cosa ha accettato di subire, pur di essere sé stessa. La scena finale, di lei libera che vola, attraverso quel foulard è stata la più commovente per me.

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