17 ragazze

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C’è qualcosa di sbagliato in una ragazza di neanche 18 anni che decide consapevolmente di rimanere incinta? Come si fa a spiegarle che l’adolescenza non è l’età adatta per pensare di diventare madri?

Sono le domande che mi sono fatto mentre guardavo 17 ragazze, e per tutta la durata del film continuavo a pensare che seppure non si possa fare un figlio quando si è ancora al liceo, se me le fossi trovate di fronte, quelle ragazze, non avrei saputo spiegarglielo tanto efficacemente.

17-filles-2Il problema, vedete, non sta nel dire a una ragazzina che non è pronta per diventare madre, ma nel tentativo di convincere quella ragazzina convinta di poter fare ciò che vuole del proprio corpo che, in realtà, non è ancora in grado di sapere cosa sia meglio per sé e il proprio corpo, allo stesso tempo senza sembrare un’altra di quelle figure autoritarie alle quali sta disperatamente cercando di sottrarsi.

In una cittadina del nord della Francia, 15 ragazze che frequentano la stessa scuola decidono di propria volontà di intraprendere la gravidanza, eccezion fatta per la prima del gruppo, l’unica a cui capiti per caso (delle altre due ragazze non vi dirò niente).

Si direbbe che sia lei a scatenare la reazione a catena e che le restanti 14 la seguano per imitazione del più forte, ma non è senza comprendere le ragioni sociali ed economiche del contesto in cui sono cresciute che si arriva a comprendere un fenomeno realmente accaduto, anche dall’altra parte dell’oceano.

75137047È chiaro che c’entri la voglia di indipendenza e il testardo desiderio di dire al mondo che si è perfettamente capaci di decidere per sé. Quella sensazione di oppressione che prima o poi ci porta tutti a pensare che un giorno saremo sicuramente migliori dei nostri genitori.

Sono le facce vuote e depresse delle protagoniste schiaffate in primo piano già dall’inizio, quando si intuisce che qualcosa vibra nell’aria, e il senso di noia, di ansia e insoddisfazione ti arriva addosso pari pari.

Poi qualcosa si perde, forse il senso della comunità su cui non si insiste a fondo, la presenza dei genitori e della scuola che diventa più evanescente, le ragioni di una corsa alla maternità che vengono a un certo punto messe da parte, mentre si vede chiaro e tondo che le ragazze del titolo non sono altro che delle bambine, che non hanno rinunciato alle sigarette e agli alcolici ma ne usano semmai in quantità maggiori.

Eppure, non ti viene neanche di rimproverarle. Rimani solo con le tue domande, con la voglia di comprenderle, e di capire quale potrebbe essere l’approccio più adatto per convincerle una ad una che fare un bambino è una cosa seria, senza spingerle ancora di più nella spirale di ribellione in cui sono scivolate. Come mostrargli che l’illusione prima o poi si svela per quello che è, perché è chiaro, e lo sarà anche a loro stesse, che solo di illusione si tratta.

VOTO: 7

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