Cose che ti influenzano per tutta la vita #14

Ci sono ragioni per cui un certo numero di cose e persone – film, telefilm, cantanti, canzoni, mode e letture – finiscono col segnare indissolubilmente l’infanzia, che è la stagione della vita che più si lascia marchiare da quel che succede. Anche da quel che ti capita di ascoltare. Ragioni che io non conosco, ma conosco i nomi di quelle cose e persone che solo a sentirli pronunciare mi sembra appartengano ad un’altra esistenza.

Ricordo che quand’ero piccolo andavano tutti pazzi per le Spice Girls. Le ragazzine volevano assomigliare a loro, e i maschietti eleggevano a turno la più bella (la mia scelta ricadeva sempre su Victoria). Non erano semplici cantanti, quello era un fenomeno di costume. Tutti intonavano le loro canzoni – anche mia madre, che non era esattamente una teenager – tutti conoscevano i loro nomi, una cosa non proprio comune: quanti gruppi esistono di cui sappiate riconoscere tutti i membri? E tutti abbiamo il loro visto. L’amore per le Spice ci ha spinto a tanto. Abbiamo pure cominciato a familiarizzare col girl power, solo per merito loro.

Oggi le Spice Girls non le ascolto più, come quasi tutte le girl e le boyband di quei tempi. I Backstreet Boys, i Westlife, i 5ive, le Atomic Kitten non suonano più nelle mie playlist. Eppure, vi dirò, se mi capitasse di ascoltarli alla radio non cambierei stazione. E c’è una canzone che ho provato a togliere dall’iPod perché è ferma a riproduzioni 0, ma ci sono affezionato e non oso farlo. Ogni tanto mi capita di pensarci, come questa mattina mentre camminavo per strada, non so come il pensiero va lì, a queste cinque ragazze e a quello che combinavano in questo video, e mi viene da sorridere. Mi sembra davvero una vita fa.

C’è un episodio dei Simpson, “Impero Mediatico Burns“, in cui staccano la corrente alla famiglia, e Homer usa le uniche due pile rimaste per ascoltare Wannabe alla radio. Ma dopo pochi secondi, le pile sono già scariche e la musica finisce. Homer sorride, e dice che ne è valsa la pena. Ecco, è proprio così che la penso: è stato breve, ma ne è valsa la pena.

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