Scream 3, la fine dei giochi

Riassumiamo un attimo i fatti. Sidney Prescott è una giovane ragazza di appena 21 anni che ha alle spalle un passato piuttosto travagliato per un’adolescente. Tormentata da un serial killer con una maschera ispirata all’Urlo di Munch, vede morire – anche davanti ai suoi occhi – fidanzati, amici, e praticamente chiunque si sia affacciato per un istante in questa saga (vedi alla voce morti celebri e trovi Drew Barrymore). Le sue sventure sembrano non finire mai, dal momento che morto un killer se ne fa un altro, e la maschera passa allo psicopatico successivo.

Naturale che la povera Sidney abbia scelto di autoinfliggersi l’isolamento. È così che la ritroviamo nel capitolo conclusivo, a fare vita di clausura in compagnia soltanto di un cane. Ma è un presupposto che serve a cambiare un po’ aria e a far circolare idee nuove.

Scream 3Scream 3 sposta i riflettori da Neve Campbell a vantaggio degli altri personaggi, soprattutto l’arrivista Gale Weathers e l’imbranato Linus, al secolo Courteney Cox e David Arquette, veri protagonisti di quest’ultimo episodio. Sidney ritorna ad essere prima donna indiscussa nella parte finale, dove avrà l’onore e l’onere di sciogliere la matassa. Dopotutto, nel mirino dell’assassino c’è anche lei.

La storia si apre sul set di Squartati 3, il film nel film ispirato agli eventi di Woodsboro e alla vita di Sidney, dove una strana epidemia sta decimando i membri del cast, e quella epidemia ha il nome di Ghostface. Sono gli attori impegnati nelle riprese gli altri protagonisti, in questa pellicola che conserva i tratti distintivi della saga, avvalendosi di astri nascenti del cinema (Parker Posey, Emily Mortimer), celebrità della tv (Kelly Rutherford, Jenny McCarthy, Scott Foley), future promesse (Patrick Dempsey) e cameo famosi (Carrie Fisher, Kevin Smith, Heather Matarazzo).

Scream 3Ci sono tutti i presupposti perché il franchise ideato da Kevin Williamson e diretto da Wes Craven arrivi al the end mantenendo alto il livello raggiunto fino a quel momento, e in effetti è così che procede, originale e divertente, almeno fino a quando non si tratta di svelare le carte in tavola.

Le citazioni cinematografiche da Mission: Impossible e Basic Instinct non bastano a farci dimenticare che la scena finale sa decisamente di già visto, che le premesse avviate da una serie che si pone come brillante parodia di sé stessa sono state (in parte) disattese, forse perché tutto il film insiste sull’importanza del capitolo terzo come quello decisivo, dimenticandosi che questo significa chiudere col botto. E reiterare gli schemi precedenti, con i soliti fantasmi del passato e quella mamma di Sidney che torna a perseguitarla dall’oltretomba, non è proprio un fuoco d’artificio.

Ma non vale la pena essere troppo severi con un film che rivela comunque un guizzo di creatività e un tentativo di rinnovamento nella sua prima parte. A Sidney Prescott voglio bene lo stesso, e sono contento che si sia salvata anche questa volta, nonostante mi abbia deluso proprio sul più bello.

VOTO: 6

Scream 3

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