Il club delle prime mogli

Credo che ognuno abbia la propria commedia del cuore. Non parlo di un semplice film, ma proprio di una commedia. Una che hai scoperto quando non eri nemmeno adolescente, che hai trovato subito estasiante, che ti fa ridere ancora adesso che sono passati tanti anni e che, forse non lo sai, ma ha condizionato notevolmente la tua percezione di umorismo. La mia si chiama Il club delle prime mogli.

Il club delle prime mogliAncora dovevo arrivare al liceo che già l’avevo visto due o tre volte, e a rivederlo adesso mi sembra di tornare indietro, di ricordare le risate di mia madre e mia sorella, di quando fui travolto da un ciclone di comicità che probabilmente non avevo mai conosciuto prima. E no, non è solo un legame emotivo, questo. Molti critici hanno detto che Il club delle prime mogli riesce meglio nei singoli sketch, quasi ricordasse la struttura delle sit-com, che lo sviluppo della trama non convince fino in fondo, che è un po’ grossolano. Secondo me, invece, è stato fin troppo sottovalutato.

Non voglio far finta che si tratti della comicità più brillante cui possiate assistere, e nemmeno che l’idea alla base del film sia unica nel suo genere: di donne che si vendicano contro gli uomini che le hanno maltrattate il cinema è pieno. Ma sono pochi i titoli che possono vantare una tale alchimia tra i membri del cast da far sembrare che non stiano recitando affatto. E poi, che cast!

Diane Keaton, Goldie Hawn e Bette Midler sono tre dive dello star system che hanno il loro periodo di massimo splendore tra gli anni Settanta e Ottanta. Negli anni Novanta lasciavano il posto a nuove stelle di Hollywood mentre si avviavano verso la mezz’età, e nel 1996 vestivano i panni di tre amiche, tra loro diversissime, sedotte e abbandonate dai rispettivi mariti. O meglio, umiliate e poi abbandonate dai mariti, e sempre per lo stesso motivo: un paio di gambe più lunghe e più giovani.

Il club delle prime mogliDiane, Goldie e Bette sono tre attrici eccezionali a cui la sceneggiatura consente di dimostrare ancora una volta quanto valgano, e un gruppo di ottime spalle come Maggie Smith e Sarah Jessica Parker fa il resto. Perché una battuta può anche essere divertente in potenza, ma ci vuole sempre qualcuno che sappia coglierla e rimbalzarla perché funzioni davvero. E quel che qui fa funzionare il tutto, è che loro tre insieme sono una potenza.

È stato a questo punto che ho capito che le donne possono essere più divertenti degli uomini. Non c’è niente da fare, metti su Il club delle prime mogli e cominci a sperare che gliela facciano pagare a quei bastardi dei mariti, in tutti i sensi.

La colazione dopo il funerale dell’amica Cynthia, il difficile rapporto di Annie con la madre, Brenda ed Elise che si tirano addosso premi cinematografici, le tre protagoniste che precipitano giù da un palazzo su un carrello per lavavetri, o ancora quando si infilano in un bar per lesbiche con fin troppa nonchalance…dovrei elencare ogni singola scena per spiegare i motivi che mi tengono legato a questo film, e per cui ad ogni nuova visione mi sembra di divertirmi come la prima volta. Ma soprattutto, la meravigliosa sequenza finale. Tre donne che hanno riscoperto la bellezza della vita alla loro età, che si riprendono quello che gli spetta, e cominciano a cantare. Emozionante e liberatorio.

VOTO: 10

Il club delle prime mogli

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