Drive

Lo schermo si riempie, scorrono le prime immagini. I titoli di testa ancora non si vedono e già ti rendi conto di non poter neanche socchiudere gli occhi, il rischio è di perdersi qualcosa di fin troppo interessante. Avverti la sensazione di qualcosa di affascinante e di riuscito se ti vengono i brividi allo stomaco solo alla sequenza d’apertura, tanto più se in quella sequenza un manipolo di rapinatori sta scappando dalla polizia, e ti accorgi che sei lì a tifare per loro.

Drive

Non poteva essere altrimenti per un film che si chiama Drive e il cui protagonista è un meccanico, uno stuntman cinematografico e un autista d’eccezione per criminali in fuga: adrenalina dev’essere la parola d’ordine. Nicolas Winding Refn si rivelò al mondo, con quella che ad oggi la sua opera più famosa, come il regista dell’azione costruita su una solida scrittura, accompagnata dalla necessaria dose di sangue e inframezzata da un buon quantitativo di suspense.

Drive si manifesta allo spettatore come un individuo violento che ti costringe a tenere le pupille aperte finché non succede qualcosa. Perché sai che prima o poi succederà qualcosa. È come quando vedi addensarsi le nuvole mentre si prepara la tempesta, anche se dopo una partenza in quinta ingrana la prima e rallenta. Pure troppo, a un certo punto, ma compensa bene con l’esplosione finale.

Nonostante le preziose, anche se piccole, presenze di Oscar Isaac e Bryan Cranston, e nonostante, soprattutto, Carey Mulligan, mix perfetto di dolorosa tenerezza e inquietudine, è l’innominato protagonista a dirigere i giochi e a decretare il buon esito del film. Onore al merito a Ryan Gosling, belloccio accattivante ma preoccupantemente enigmatico, faccia d’angelo con un diavolo in corpo, premuroso quanto temibile. È un film, questo, che non avrebbe retto senza una performance come la sua.

Drive

Drive riserva abbastanza domande da potersi tranquillamente accostare all’etichetta di thriller, su chi resterà in vita, chi manipola il gioco, e su come andrà a finire l’ultima corsa. Chi c’è dietro la rapina al banco dei pegni. Cosa potrà mai accadere se ti innamori della moglie di un detenuto, e poi sei costretto ad aiutare suo marito. Il finale sarà elettrizzante.

VOTO: 8

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