The Ward, di John Carpenter

Cinque ragazze si trovano in un reparto speciale di un ospedale psichiatrico isolate dal resto dei pazienti. Che cos’hanno di così speciale da tenerle lontano da tutti gli altri? Apparentemente, niente.

Il personale medico che lavora in questo reparto ha sviluppato un’indole che definire bestiale è dire poco. Che motivo ha per essere così inumano verso le povere ragazze? Apparentemente, nessuno.

Ma c’è ancora un’altra cosa che mi turba, più delle precedenti. Le protagoniste sono le strafighe qui di sotto.

The Ward cast

A cui si va ad aggiungere Mamie Gummer, che sta giustamente cercando la sua strada lontano da quella della madre (diamole tempo, se la cava bene). Ma dicevamo. Avrete notato che qui sopra c’è anche Amber Heard, nei panni della protagonista.

E che cosa ci fanno tutte queste fanciulle in un horror? Vedete anche voi che i conti non tornano. Una va bene, ma così esula da qualsiasi formula cineorrorifica.

The Ward

Ci sono parecchie cose che non quadrano in The Ward – Il reparto, ma se fremete per avere la risposta a questi interrogativi, tranquilli, la risposta arriva. John Carpenter non torna alla regia dopo dieci anni per lasciarci con l’amaro in bocca.

Non sarò io a dirvi perché c’è un’oscura presenza che si aggira nelle corsie del suddetto reparto mietendo vittime tra le suddette ragazze, perché ce l’abbia con loro, e perché nessuno faccia niente per aiutarle. Posso solo dirvi che una spiegazione a tutto c’è, ed è anche più che convincente. Perché alla fine The Ward sorprende, virando in tutt’altra direzione rispetto alla strada banale che sembrava aver imboccato all’inizio (il fantasma di qualcuno che è morto nell’ospedale ed è tornato per vendicarsi? Ma non l’avevamo già visto tipo un trilione di volte?).

Resta comunque qualcosa nell’aria che non va. Un problema di atmosfera, si potrebbe definire, se a conti fatti un film dell’orrore, pur se con una sceneggiatura migliore di tanti altri film del genere, non spaventa per niente e inquieta assai poco.

Viene il sospetto che un film così avrebbe centrato il segno se fosse stato impostato come un thriller psicologico piuttosto che come un horror bell’e buono. Una maggiore caratterizzazione dei personaggi e una soluzione che puntasse a turbare e non ad impaurire avrebbe giovato. Poteva essere l’occasione buona per Carpenter per buttarsi in un progetto diverso. Pazienza. Ce ne faremo una ragione.

VOTO: 6

The Ward

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2 pensieri su “The Ward, di John Carpenter

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