Blair Witch, il ritorno indesiderato della strega

Un gruppo di studenti universitari s’addentra in una foresta infestata da una strega, con tanto di telecamera e apparecchiature all’avanguardia per registrare ciò che troveranno sui loro passi. L’obiettivo è quello di scoprire se la sorella di uno di loro è ancora viva, dopo essere scomparsa proprio in quei boschi maledetti vent’anni prima.

Se la storia vi ricorda assai da vicino quella di The Blair Witch Project, una ragione c’è. Si tratta del sequel, stavolta chiamato soltanto Blair Witch, e questa parziale elisione nel titolo è l’unica modifica degna di nota rispetto al film originale.

Blair WitchVi avverto che, se continuate a leggere, potrei togliervi lo sfizio di scoprire da soli che è una copia totale. O magari potrei farvi un regalo, dicendovi come va a finire e risparmiandovi una inutile visione.

Anche qui i ragazzi si perdono, anche qui ritrovano strani feticci di legno, anche qui arrivano in una catapecchia abbandonata, persino il finale è identico. Cambiano i presupposti: lì andare alla ricerca di una testimonianza della strega, qui trovare una ragazza che è stata vittima della strega. So che state pensando anche voi quello che penso io: chi andrebbe a campeggiare in un territorio inesplorato da cui nessuno è mai uscito vivo, per giunta per cercare una persona che è rimasta lì dentro per vent’anni?

È chiaro come la luce del sole che Blair Witch nasce con l’unico scopo di sfruttare al botteghino un successo commerciale che, tuttavia, ha lo “svantaggio” di essere irripetibile. The Blair Witch Project è una di quelle pellicole che non ammettono seguiti e remake, perché riusciva a creare uno stato di inquietudine e paranoia senza mostrare praticamente nulla. Ripetere un simile esperimento significherebbe deludere gli Blair Witchspettatori, che ad un nuovo capitolo si aspettano qualcosa in più. Mostrare troppo significherebbe rompere l’atmosfera che l’ha reso un caso unico nel suo genere.

Blair Witch fallisce nel tentativo di trovare il giusto mezzo: le tecniche usate per creare suspense sono scontate e ripetitive, e quelle per dare l’illusione della presenza della strega addirittura ridicole. Inquadrature da far venire il mal di testa, suoni e rumori fuori luogo, e niente di niente che faccia paura, insomma non ne azzecca una.

VOTO: 2

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