Non è un’altra stupida commedia americana

Il realtà, il titolo non è del tutto sincero con noi spettatori. Togliete pure il non, perché questa è un’altra stupida commedia americana. Con la consapevolezza, però, di esserlo.

Il triennio 1998-2000 è stato un tempo particolarmente favorevole per i teen movie. Nel 2001 usciva Non è un’altra stupida commedia americana (appunto), che di quei film si prendeva apertamente gioco. È a loro che si riferisce il titolo. La parodia, qui, affonda i denti nel filone della commedia adolescenziale che, negli anni Novanta, ha consolidato una serie di cliché infiniti, incarnati in altrettanti stereotipi umani.

Non è un'altra stupida commedia americanaPer esempio, il ragazzo e la ragazza più belli del liceo fanno sempre coppia fissa, lui che gioca a football e lei che fa la cheerleader. Poi c’è sempre qualche sfigato, uomo o donna che sia, che alla fine del film non è più tanto sfigato. Ci sono i ragazzi arrapati e le ragazze facili, gli stronzi e gli emarginati, i nerd e i popolari, insomma cose non particolarmente lodabili quanto ad originalità e arguzia. Ecco spiegato tutto: i teen movie sono tutte delle stupide commedie americane.

Con questa dichiarazione di intenti, la parodia travolge tutto e tutti, abbattendosi su dei modelli già implicitamente autoironici e tendenti al demenziale, facendosi parodia delle Non è un'altra stupida commedia americanaparodie. L’obiettivo non era proprio difficile. Soltanto un paio d’anni prima ci aveva pensato American Pie a trascinare il genere ai confini della volgarità e dell’idiozia, e Scary Movie aveva mostrato come farsi beffe del cinema.

Non è un’altra stupida commedia americana non raggiunge, però, i livelli dei predecessori, dal momento che non riesce a capire che una trama banale replicata tale e quale, seppur ridicolizzata, sempre banale rimane.

Tutto da buttare, allora? Assolutamente no. Chiunque abbia scritto la sceneggiatura sapeva bene quali punti toccare, e ha disseminato qua e là delle gustose gag. Dalla scena in stile musical coi protagonisti che cantano e ballano alla studentessa straniera che si aggira completamente nuda per la scuola, fino al ragazzo di colore che reclama di essere l’unico nero ufficiale del cast, con chiaro riferimento al fatto che, in questi film, i personaggi di colore sono scarsamente rappresentati.

Non è un'altra stupida commedia americanaMa si può essere anche semplicemente curiosi di dargli un’occhiata per il cast. C’è Chris Evans prima che diventasse Captain America, Chyler Leigh prima che finisse in Grey’s Anatomy, Jaime Pressly prima di My Name Is Earl, Mia Kirschner prima di The L World, Eric Christian Olsen prima di NCIS: Los Angeles e Josh Radnor prima di How I Met Your Mother. Più i camei di Melissa Joan Hart, Molly Ringwald e Mr. T.

Oppure, per il piacere di vedere come vengono maltrattati Cruel Intentions, American Pie, Ragazze nel pallone, Mai stata baciata, American Beauty, Giovani, pazzi e svitati, Varsity Blues e Kiss Me, che costituisce l’ossatura della trama: il ragazzo più bello e in vista della scuola che scommette con gli amici di trasformare la ragazza più brutta e imbranata nella reginetta del ballo. Ma se ci siete troppo affezionati, potreste rimanerci male. Se poi non vi piacciono né i teen movie né le loro imitazioni, allora statene alla larga.

VOTO: 6

Non è un'altra stupida commedia americana

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