Restate bambini. Rimanete speciali.

Ci sono cose che ci aiutano a tornare bambini, anche senza perdere la maturità che abbiamo conquistato. Non si tratta di tornare con la memoria ad un momento preciso di quell’età della vita, ma di recuperare per un attimo la capacità di stupirsi di fronte all’eccezionale, di sperare nell’impossibile, di credere alle favole e di avere paura dei mostri.

Miss Peregrine

Chi abbia conservato negli anni la capacità di risvegliare il bambino che è in sé, ha mantenuto pure quella di sentire il fascino delle storie di e sull’infanzia. I più bravi, poi, hanno imparato anche a raccontarle. Così è per Tim Burton, uno dei più grandi cantori di fiabe per il grande schermo, che siano in salsa grottesca o a tinte fosche, ma pur sempre magiche.

Non è un caso che Burton sia tornato ad occuparsene con Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali che, come in Edward mani di forbice, si apre con il racconto di un nonno al nipote di un tempo e un luogo mitici e meravigliosi. Come già in Beetlejuice e Big Fish, non tutti hanno la capacità di credere a ciò che non possono vedere; come in Alice in Wonderland, si tratta di entrare in un nuovo mondo e, alla fine, di capire che cosa significhi crescere.

Miss PeregrineMiss Peregrine ha a che fare con tutto questo: fanciullezza perduta e fanciullezza cercata, bambini che non conosceranno mai la vecchiaia e vecchi assetati di ciò che solo i bambini possono dargli. Al centro di tutto questo, un manipolo di giovani e giovanissimi dotati di straordinarie abilità, che vivono in una casa gestita da una tata altrettanto straordinaria – la Miss Peregrine del titolo – protetti da un anello temporale che ritorna sempre su sé stesso. Più che intrappolati, si sono rifugiati in giorno che riavvolgono all’infinito, nel lontano 1943, in piena guerra mondiale, quando gli aerei tedeschi sorvolano il territorio nemico sganciando missili sui loro obiettivi.

È così che ingannano il tempo, rimanendo sospesi in un’eternità che non conosce invecchiamento, e respingono le minacce che provengono dall’esterno. I nazisti, ma anche i mostri che vogliono nutrirsi dei loro occhi. E, guarda un po’, sono pure invisibili. Ricordate la Winona Ryder di Beetlejuice, e un po’ anche il bambino de Il sesto senso? Riuscire a vedere l’impercettibile è da sempre prerogativa che non appartiene agli adulti, e perdere gli occhi significa rinunciare inesorabilmente a una parte della propria giovinezza.

Miss PeregrineNeanche a farlo apposta, funziona meglio la prima parte del film, quando i ragazzi speciali sono protagonisti assoluti, che la seconda, quando entrano in scena i grandi e i cattivi. Allison Janney, Judi Dench, Rupert Everett e Samuel L. Jackson sono le star che partecipano all’opera, chi più e chi meno, e non tutte all’altezza. Ancora una volta, i giovani attori, guidati da Asa Butterfield, hanno la meglio. Ma la Miss Peregrine di Eva Green vince su tutti.

La visione è consigliata solo a chi ha ancora paura di perdere i propri occhi.

VOTO: 7

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