Hell or High Water

Strade che si prolungano all’infinito e si perdono nel vuoto. Automobili che scorrazzano sul terreno sollevando polvere e polvere. Orizzonti sconfinati dove lo sguardo si perde nel vuoto. È l’immagine dell’America selvaggia, violenta, rude ancor più che rurale, così come ce la consegnano centinaia e centinaia di film, così come abbiamo imparato a immaginarla.

Hell or High WaterÈ un’immagine autentica, quella del vecchio Western e del moderno Sud, di un’America in cui la legge ha il volto dello sceriffo locale e chiunque può andare in giro con una pistola infilata nei pantaloni. Toby e Tanner appartengono a questa America, e al suo Texas petrolifero e polveroso, in cui l’uomo è abituato a farsi giustizia da sé, qualunque cosa ciò voglia dire. E giustizia è rompere le antiche catene della miseria che avvolgono la loro famiglia da sempre. È la vecchia logica del rubare al ricco per dare al povero: solo che i poveri, qui, sono loro.

Secondo una logica meschina dura a morire, i cattivi sono le banche, che gli hanno prestato i soldi per poi riprenderseli con tanto di interesse. Una serie di rapine nelle filiali della Texas Midlands Bank aiuterà Toby ad estinguere i debiti, mantenere il possesso del ranch e diventare un padre migliore per i due figli. A Tanner, invece, servirà a dimostrare ancora una volta che non è niente di più che una testa calda.

Hell or High WaterSi respira un’aria pesante guardando Hell or High Water, aggravata da una colonna sonora che preannuncia la tragedia. Che non è imminente, come ci si aspetta. Ci mette tempo per arrivare, ma alla fine arriva, e si porta via con sé un misto di polvere e sangue. A Chris Pine e Ben Foster il compito di dare corpo e anima ai due fratelli, ed è un compito che gli calza benissimo. Ma i dialoghi migliori appartengono a Jeff Bridges, lo sceriffo che si mette sulle loro tracce senza sapere di essere inseguito a sua volta dall’ironia del destino, che lo coglierà alla sprovvista. Un po’ come in Non è un paese per vecchi era Tommy Lee Jones a pronunciare le parole più significative sulla vita, sulla violenza e su quest’America difficile da capire.

Agli americani è piaciuto tanto da additarlo come uno dei migliori film dell’anno, come spesso accade con le pellicole che sanno rappresentare il loro Paese. Non è detto che chi lo guardi da quest’altra parte dell’oceano non riesca ad apprezzarlo lo stesso, anche se forse con meno intensità. Anche qui, a chilometri di distanza, si vede la polvere che si alza e avvolge ogni cosa, mentre corri su quelle strade senza fine dove l’ingiustizia chiama altra ingiustizia, e ti sembra che l’unica via di scampo sia prenderti quel che la vita ti ha tolto, a qualunque costo . Appunto, hell or high water.

VOTO: 8

Hell or High Water

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