Captain Marvel è solo il solito cinecomic?

Captain Marvel è solo il solito cinecomic?

e29ea9c8-ab14-41db-9a24-f99ecd176b66-dbr1920_cmp_v902.1003_r2Questo film è iniziato da un quarto d’ora e non ci sto capendo niente. Cioè, ho capito che ci sono due popoli in guerra tra di loro, ma perché? E perché la protagonista non ricorda niente del suo passato? E chi cavolo è questa Suprema Intelligenza che comanda tutto? E soprattutto, perché Brie Larson è così legnosa?

Ok. Calma. Non perdiamo la testa. Questo è Captain Marvel, lo aspettavo da tanto, non può non piacermi. Adesso prendo il mio taccuino e mi annoto una alla volta tutte le cose belle o meno di questo film, vedrai che alla fine viene fuori che mi piace. Ma non posso scrivere al buio, non si vede una mazza. Va bene, le annoterò in mente.

 

  1. captain-marvelTerra, 1995. Dopo un inizio caotico in cui non mi è ben chiaro chi stia contro chi e per cosa, la protagonista, una tipa di nome Vers con poteri che manco a dirveli approda dal suo pianeta al nostro, più o meno una ventina di anni fa. In pratica, questo film è tutto un antefatto, ambientato al tempo in cui i supereroi come li conosciamo erano di là da venire. Bene, mi piace. Mi piace che questa non sia solo la storia di un supereroe, ma sia la storia di tutti loro, di come lo S.H.I.E.L.D. sia diventato quello che è, da dove venga fuori il Tesseract e come sia nato il progetto Avengers.
  2. Garbage, No Doubt, Courtney Love… la colonna sonora di Captain Marvel è PAZ-ZE-SCA! Mi sembra di tornare indietro nel tempo, a quando c’era MTV e il grunge e il punk rock avevano il successo che meritavano e… insomma, l’obiettivo era questo, no? ANCHE SE, c’è da dire che degli anni Novanta resta praticamente solo la musica e un computerone lento quanto il bradipo di Zootropolis. Con tutti i soldi che ha la Disney potevano pure sprecarsi un po’ in più. Se non me l’avessero detto che la storia è ambientata nel 1995 non me ne sarei neanche accorto.
  3. Annette Bening. Ai cinecomc ormai partecipano proprio tutti: una volta è Glenn Close, e un’altra è Kevin Costner, e un’altra ancora è Mickey Rourke… Io quando ci trovo un attore di talento che oggi fatica ad avere ruoli di rilievo sono sempre un po’ contento.
  4. Samuel L. Jackson. In pratica, una conferma. Uno dei marchi di fabbrica del Marvel Cinematic Universe. Solo che qui non è, come al solito, il decimo attore del cast in ordine di importanza, ma è soltanto il SECONDO dopo la protagonista. E finalmente, vorrei dire. Era ora che facesse il comprimario, gli dessero più di tre battute e lo facessero anche sorridere un po’.
  5. nullCaptain Marvel fa anche ridere. Non che mi sia cascata la mascella a terra dalle risate, però dai, ha il suo sense of humour, e questa cosa mi piace. Come mi piace che dopo i primi quindici minuti di calci e botte – e prima dello scontro finale – ci sia una storia. Una sorta di film di spionaggio, permettetemi il termine, o di fantascienza con molto terreno sottratto all’action. Meno fracasso, più trama.
  6. Però la bambina saggia no, eh, per favore. I bambini che a dieci anni hanno la maturità emotiva dei loro genitori no. I bambini devono piangere. Devono scappare di fronte al pericolo. E fateli pure frignare una volta tanto, eccheccazzo.

Ma Brie Larson che problemi ha poi? Sembra impacciata. È più credibile Nicole Kidman che combatte col tridente in Acquaman che lei a trent’anni mentre corre e scazzotta.

  1. Il cameo di Stan Lee. Non soltanto è uno degli ultimi che vedremo, ma c’ha pure un bell’intreccio di rimandi, con quella battuta che allude a Generazione X in cui Lee faceva una particina più sostanziosa. Son queste le cose che piacciono a noi cinefili.
  2. Aaaah, ma quindi lei sarebbe… Cioè i suoi poteri vengono da… E il popolo dei Kree non è… Chiaro. Tutto torna. In pratica questo Captain Marvel è il solito racconto di formazione di un supereroe e di come ha acquisito le sue abilità, ma alla rovescia. Sembra cosa da poco, ma di questi tempi in cui le strutture narrative dei cinecomic si assomigliano un po’ tutte non è affatto scontato. Comincia in medias res e ti rivela un pezzetto alla volta, senza imboccarti col cucchiaino dall’inizio. Ecco perché non ci stavo a capì niente. Ma li perdono, col senno di poi. “Ma perché, non c’eri arrivato? Madaaaiii, si capiva già dai primi minuti…” m’ha detto il mio amico e vicino di poltrona. Sarà, ma io sono rimasto piacevolmente sorpreso.

Però Brie Larson per me resta legnosa.

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VOTO: 8

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