Lo strano caso della censura che colpì un po’ ovunque

Censura televisiva, censura cinematografica, censura musicale. Censura religiosa, militare, politica. Censura psichica, censura parlamentare, censura preventiva e repressiva. Esistono migliaia di strumenti che un’autorità possiede per bloccare, oscurare, nascondere e proteggere nei più disparati campi dell’informazione e della comunicazione. Lo sanno bene gli artisti, siano essi scrittori, pittori, cineasti o musicisti. E non si pensi che sia roba soltanto di secoli fa. La censura agisce anche oggi, ovunque, persino dove meno ce lo immaginiamo. Può capitare, magari, che quello che per noi è un prodotto assolutamente innocuo, in altre parti del mondo sia considerato nocivo e pericoloso. A volte bisogna attendere anni e anni prima che quell’opera lì sia finalmente resa libera di circolare dappertutto nella sua integrità, altre volte il tentativo di insabbiare e sforbiciare produce l’effetto contrario, dando a quella notizia la popolarità che non avrebbe dovuto avere (il cosiddetto “effetto Streisand”). Parafrasando il Roy Batty di Blade Runner, si vedono censure che voi umani non potreste immaginare. Davvero, davvero sorprendenti.

HARRY POTTER. Stranamente, la serie di libri per ragazzi più famosa degli ultimi anni è anche la più censurata, almeno in America. È quello che è emerso dall’indagine dell’American Library Association, che ha messo il maghetto inglese in cima alla classifica dei libri più bannati da scuole e biblioteche. Centinaia di strutture cristiane, pubbliche e private, in tutto il mondo (in particolare in Australia e Stati Uniti) hanno fatto spazio sui loro scaffali ripulendoli dai libri della Rowling, considerati decisamente anticristiani e anticattolici. Persino negli Emirati Arabi c’è chi ha paura che si oppongano ai valori della fede islamica, e in Nuovo Messico si è tornati al tradizionale rogo per essere sicuri di liberarsene definitivamente.

LUCIO BATTISTI. Anno 1971, Battisti e Mogol sono in sintonia più che mai. In quel periodo scrivono anche Dio mio no, un brano in cui il cantautore racconta di una cena tra un uomo e una donna, al termine della quale lei si alza, va a cambiarsi e poi fa ritorno in pigiama. Quel che viene dopo, la voce di Battisti, il modo in cui canta, fanno pensare che i due abbiano consumato la loro passione. Per la RAI era troppo: Lelio Luttazzi, che all’epoca conduceva per la radio la Hit Parade, disse che quella canzone sarebbe stata esclusa dalla programmazione. Risultato? Il disco andò a ruba.

DANTE ALIGHIERI. Nel 1559 il Santo Uffizio (meglio noto come Inquisizione) si prese la briga di stilare un bell’elenco di libri e autori proibiti, perché lesivi nei confronti della fede cattolica. In altre parole, eretici. Con questa precisa avvertenza: “Che nessuno osi ancora scrivere, pubblicare, stampare o far stampare, vendere, comprare, dare in prestito, in dono o con qualsiasi altro pretesto, ricevere, tenere con sé, conservare o far conservare qualsiasi dei libri scritti e elencati in questo Indice del Sant’Uffizio“. Tra i libri in questione, il De Monarchia di Dante, in cui il sommo poeta dimostrava con più che valide argomentazioni che l’autorità temporale del pontefice non poggiava su nessun fondamento, e sosteneva che il papa tutto dovesse fare, fuorché governare uno Stato. Non è difficile immaginare perché alla Chiesa le parole di Dante non andassero giù. Nel calderone finirono anche il Decameron di Boccaccio, l’intera opera di Machiavelli e, coll’aggiornarsi dell’Indice nel corso degli anni, anche Ariosto, Alfieri, Sartre, Victor Hugo, Benedetto Croce, i grandi nomi del pensiero scientifico del Seicento come Cartesio e Bacone e dell’Illuminismo come Voltaire. Nonché, ovviamente, Galileo. E questo solo per citarne alcuni. Nel 1966 l’Indice venne finalmente abolito da Paolo VI e, ad oggi, soltanto l’Opus Dei mantiene una sorta di guida bibliografica con l’elenco degli autori sconsigliati. Elenco che sorprendentemente contiene i nomi di Zola, Virginia Woolf, Brecht, Garcia Marquez, e degli italiani Pirandello, Vico e Primo Levi. E il famoso Mein Kampf di Hitler, è mai finito in quell’Indice? Stranamente, no.

MORITURIS. Il nome forse non vi dirà niente, anche perché questo film non è mai uscito nelle sale. Non si tratta neanche di uno dei più famosi casi di censura cinematografica; l’aspetto curioso, è che questa pellicola è del 2011. Appena tre anni fa. Se credevate che al giorno d’oggi la censura al cinema non esistesse più, eccovi la prova contraria. Erano 14 anni che in Italia non veniva messo al bando un film, da quel Totò che visse due volte del 1998 (in cui il famoso Totò non c’entrava proprio niente). La Commissione di revisione cinematografica ha vietato la riproduzione in pubblico di Morituris ritenendolo un “saggio di perversività e sadismo gratuiti“. Si tratta, in sintesi, di una storia ambientata ai tempi dell’antica Roma che viene ad intrecciarsi col presente, in cui le nefandezze e le violenze del passato si ripetono negli stessi luoghi, ma nel presente. Le sconcezze in questione consistono in stupri, uso di stupefacenti e abusi di animali a scopi sessuali. Sì, certo, roba un po’ forte, ma siamo sicuri che sia qualcosa che non abbiamo già visto?

 

I SIMPSON. Già. Proprio loro. La famiglia più famosa di sempre della televisione. Che male avranno mai fatto i gialli e simpatici Homer, Marge, Lisa, Bart e Maggie? Prima di tutto, dicono le parolacce. Se siete fan della serie, vi sarete accorti che, qui da noi, Simpson e amici, ad eccezione delle primissime puntate, non dicono mai una parolina fuori posto. È davvero così? Non proprio. Nell’originale, le brutte parole le dicono eccome, e mamma Italia ha pensato bene di lavargli la bocca con la cens…oops, con il sapone! Ma non succede solo sulle nostre reti: anche nella liberale Inghilterra le parolacce non si possono dire, e dopo la morte di Diana e l’11 settembre, sono state eliminate le scene con le Torri Gemelle e gli incidenti d’auto. Ripuliti anche nella versione per Argentina, Venezuela e Russia, mentre in Cina la stessa sorte è toccata persino ai Pokemon e a Topolino, costretti ad andare in onda in orari poco “frequentati” per lasciare più visibilità ai cartoni nazionali.

NEW MOON. È successo in America, dove la visione del secondo capitolo della saga di Edward & Bella è stata vietata ai minori di 13 anni non accompagnati. Il motivo? Contenuti troppo espliciti. C’è troppa violenza tra questi vampiri palliducci, e così si sono beccati una piccola restrizione. In Svezia, il divieto è stato ancora più severo: come il precedente Twilight, anche New Moon non poteva essere visto dai minori di 15 anni. Poco dopo, gli addetti ai lavori si sono ricreduti, e hanno ristretto il divieto ai minori di anni 11. La preoccupazione, però, in tal caso, non era soltanto per le scene di combattimento, ma anche per il “costante senso di ansia” che il film avrebbe trasmesso ai giovani. In Europa, infatti, dopo i Paesi baltici, la Svezia è lo Stato con il più alto tasso di suicidi, e con un’elevata media di ragazzi affetti da depressione. Del resto, si tratta del Paese che ha proibito ai minori di 11 anni anche la visione di E.T.

BUFFY. La nemica giurata di demoni e vampiri che combatte le forze del male e non si lascia mai sfuggire una sola imprecazione. Giusto? No. Nella versione originale, le parolacce ci sono, e non è soltanto la protagonista a dirle, così come sono state eliminate (con infelicissimi risultati nella resa italiana) tutte le allusioni sessuali. Ma non soltanto quelle. In una puntata della quarta stagione, uno dei personaggi principali, la streghetta Willow, scopre di essere innamorata dell’amica Tara. Nella puntata in questione, tra le due adolescenti non succede proprio nulla, ma il solo fatto che due donne potessero attrarsi l’un l’altra deve aver destato preoccupazione tra gli uffici di Mediaset, e così la puntata non andò in onda. Anche le pudiche protagoniste di Streghe qualche brutta parola se la lasciavano scappare ogni tanto, ma nella versione italiana non le sentirete mai, proprio come non avrete occasione di sentire i riferimenti alla loro vita sessuale e alla masturbazione. Tagliati anche i baci omosessuali in Dawson’s Creek, quelli eterosessuali in Pretty Little Liars, la battuta su Berlusconi in How I Met Your Mother, e completamente stravolta La Tata. In che modo? Sappiate solamente che la celeberrima zia Assunta, in realtà, non è la zia, ma la mamma di Francesca.

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