2014: un anno in musica

Uno dei motivi migliori per aspettare la fine dell’anno è l’annuale mix delle maggiori hit dell’anno di Daniel Kim, Pop Danthology. In soli cinque o sei minuti si possono ripercorrere dodici mesi di successi e di momenti indimenticabili. E poi, diciamolo, è un mixaggio strepitoso. Quest’anno me ne sono ricordato un po’ in ritardo, quasi come se non me ne fossi accorto che eravamo ormai agli sgoccioli. A parte due o tre mancanze evidenti (come A Sky Full Of Stars e Boom Clap), le altre ci sono tutte.

A cominciare da Pharrell Williams e la sua Happy, una canzone che non dimenticheremo più. Coi suoi 14 milioni ed oltre di copie vendute, è la canzone numero uno di questo 2014 appena finito, e del millennio ancora in corso. Più di Rolling In The Deep di Adele, di I Gotta Feeling dei Black Eyed Peas e di Blurred Lines di Robin Thicke. In assoluto, è il sesto singolo più venduto di sempre. Ci ha accompagnato praticamente per tutto l’anno: in qualunque posto andassimo, c’era qualcuno che stava cantando, ballando o semplicemente ascoltando Happy da qualche parte attorno a noi. Ma non solo.

Il 2014 è stato, per me, anche un anno di grandi sorprese e di grandi delusioni. La stella di Ariana Grande è esplosa in tutto il mondo, come la sua voce, al di là di quanto si potesse prevedere dal suo primo album. Iggy Azalea, che avevo già apprezzato l’estate precedente, è diventata anche lei una delle cantanti da tenere d’occhio, e il suo album The New Classic è uno dei migliori tra quelli che ho ascoltato. Il loro duetto, Problem, è piaciuto a tutti quanti. Altri formidabili duetti quelli di Iggy Azalea in collaborazione con Charli XCX e con Rita Ora (Fancy e Black Widow), due giovanissime cantanti inglesi alla conquista del mondo. Dal Regno Unito con furore una ventata di aria fresca grazie anche ad Ed Sheeran e alla sua Sing (dove c’è lo zampino di Pharrell), a George Ezra e alla sua Budapest, e a Sam Smith che ha conquistato i cuori di ogni ascoltatore grazie a Stay With Me. Tre talentuosissimi cantautori con tre voci meravigliose.

Inglesi sono pure i Clean Bandit, gruppo di musicisti artefici della hit Rather Be, mentre da un po’ più lontano, dalla Nuova Zelanda, arriva l’appena maggiorenne Lorde con il suo look trasgressivo, la sua musica da ribelle del pop e i singoli Team e Royals. Da quelle parti viene pure Sia Furler, o semplicemente Sia, la voce potente di Chandelier che qualche anno fa David Guetta aveva voluto come interprete di un paio di suoi brani, e che adesso è arrivata alla fama mondiale con un album tutto suo (sebbene sia attiva dal 1997). Meghan Trainor ci ha fatto ballare e divertire al ritmo di All About That Bass che strizza l’occhio al blues, ma chi ci ha fatto ballare ancora di più sono stati i nostri dj europei. Il più quotato viene anche lui dal Regno Unito, ed è Calvin Harris con Blame (cantata da Sam Smith) e Summer (cantata proprio da lui). Poi Robin Schulz, al quale si devono i remix di Waves di Mr. Probz e Prayer In C di Lilly Wood & The Prick, David Guetta autore di Dangerous e Lovers on the Sun in compagnia di Sam Martin, Avicii con Hey Brother e Addicted To You, Faul & Wad Ad, il duo parigino di Changes, Jubel di Klingande, anche lui francesissimo, e pure alcuni cantanti come Stromae, le Icona Pop e la danzerina Kiesza ci hanno fornito un bel materiale da discoteca.

Se inglesi sono alcune delle novità più eccitanti dell’anno, lo sono anche le delusioni. Come Lily Allen, che ha rilasciato dei gradevolissimi singoli (in particolare la cover di Somewhere Only We Know), ma non si è impegnata a fondo con l’album, e dopo cinque anni d’assenza ci si aspettava di più. Stesso discorso per James Blunt: una manciata di canzoni passabili a fare da traino ad un album trascurabile. Pure Kylie Minogue lasciava sperare in risultati più affascinanti adesso che è sotto l’ala protettrice di Jay-Z e della Roc Nation. Situazione simile per Shakira, che ha fatto uscire il suo album omonimo sotto la stessa etichetta discografica e ha avuto un successo al di sotto delle aspettative, ma nel suo caso il materiale a disposizione era molto buono. La moglie del rapper americano, invece, diventa ad ogni passo un’icona della musica sempre più idolatrata e raccoglie ovazioni ovunque: per me, gli ottimi singoli di quest’anno, dall’ipnotica Drunk In Love all’emozionante Pretty Hurts (il cui video è tra i più belli dell’anno), contrastano un po’ con il resto del disco che porta il suo nome, e che non è esattamente il lavoro migliore di Beyoncé.

La popolarità televisiva non ha giovato più di tanto alle vendite per Britney Spears, come da un po’ di tempo a questa parte non aiuta neanche Christina Aguilera, che riesce più nei duetti che come solita, come dimostra il successo della bellissima Say Something degli A Great Big World, rivalorizzata proprio dalla sua presenza. Mi aspettavo di più anche dai Fall Out Boy e dai Linkin Park, ma sembra che lo zoccolo duro dei fan non sia stato scontento. Se parliamo di rock, allora meglio Black Keys e Arctic MonkeysJennifer Lopez rimane una delle cantanti più seguite e apprezzate del momento nonostante le scarse vendite degli ultimi singoli, tra cui quell’omaggio al lato B che è Booty.

Altra cantante che non si vergogna di mettersi in mostra (ma che lo fa in modo decisamente più ironico) è Nicki Minaj, formidabile e divertentissima con la sua Anaconda, e prezzemolina di ogni singolo di successo ultimamente, tipo quell’esplosione di trombe e beats accattivanti che è Bang Bang, cantata con Ariana Grande e Jessie J (pure lei inglese, guarda un po’). Se parliamo di rap, non si può ignorare Eminem, che attraverso i decenni rimane uno dei pezzi grossi del genere e del panorama musicale in assoluto. Se poi gli viene incontro anche Rihanna, è chiaro che The Monster diventa un brano pazzesco. E a voler citare gli altri pezzi grossi dell’hip-hop, anche se da noi non hanno mai sfondato, sono Drake, Kanye West e Wiz Khalifa. Altro tormentone è Liar Liar del ventunenne Cris Cab al suo esordio. Esordienti sono anche i Magic!, catapultati sulla scena mondiale con Rude. Lady Gaga e le sue canzoni se le sono “gagate” tutti un po’ di meno, anche se è sempre al centro delle chiacchiere mondane (in effetti, è meglio l’album-collaborazione con Tony Bennett che Artpop). Gli Imagine Dragons sono saliti “sulla cima del mondo”, i OneRepublic hanno strizzato il loro Native fino all’ultimo brano disponibile (e hanno fatto benissimo), e i One Direction sfornano singoli e album con la rapidità con cui si fanno un nuovo tatuaggio. Jason DeRulo è stato un po’ snobbato ai premi che contano, anche se Talk Dirty è entrata nella Top 20 dei singoli più venduti al mondo durante l’anno. L’album di maggior successo, invece, è la colonna sonora di Frozen, trascinata anche da Let It Go di Idina Menzel. Mark Ronson ha fatto appena in tempo a lanciare Uptown Funk con Bruno Mars per salire in vetta alle classifiche nel periodo natalizio, e Miley Cyrus ha continuato ad imperversare nelle nostre radio con Wrecking Ball.

Pare che l’R&B sia un po’ in calo negli ultimi anni, anche se nel 2014 ci ha pensato John Legend a dargli lustro grazie alla ballata romantica All of Me (io lo preferisco in altre vesti, ma comunque buon per lui). Anche il duo norvegese Nico & Vinz ha dato però il suo contributo con Am I Wrong.

Sul versante conferme, si candida a pieni voti Taylor Swift, che da quando ha dismesso i panni dell’interprete di brani strappalacrime piace, se possibile, addirittura di più (e anche al sottoscritto). Basta vedere alla voce Shake It Off. Un gradino più in alto si colloca, a parere del tutto personale, Lana Del Rey e il suo stupendo Ultraviolence, anche se la palma d’oro di quest’anno va decisamente a Katy Perry, forte del successo di Prism e di Unconditionally, Birthday e soprattutto Dark Horse. Tra gli uomini, Pitbull è stato uno dei migliori. Non avrà le doti canore dei suoi colleghi già citati, ma non venite a dirmi che Timber è piaciuta solo a me. Un po’ sottotono i Coldplay, ma vale comunque la pena di ascoltare Ghost Stories, se non altro per la presenza di A Sky Full Of Stars. I Maroon 5 hanno fatto di meglio in tempi non lontani, ma Maps è risultata graditissima lo stesso.

Dalla penultima edizione dell’X-Factor britannico è uscita vincitrice Sam Bailey, che ci ha regalato una magistrale versione di Skyscraper, mentre dalla precedente viene Ella Henderson, al suo esordio con Ghost e al suo primo disco. Parlando di talent show, non si può non citare Suor Cristina, la cui cover di Like a Virgin è stata apprezzata dalla stessa Madonna, e le cui performance a The Voice sono il quarto video più cercato su YouTube nel 2014. Ottimo l’album di Giorgia, che migliora con l’età e non sbaglia un colpo (basta ascoltare Non mi ami o Quando una stella muore per capire), Alessandra Amoroso si aggiudica un importante riconoscimento agli EMA, e spopolano Fedez e Francesco Renga (sì, diciamolo, doveva vincerlo lui Sanremo).

E ancora, uno dei migliori esordi dell’anno con Take Me To Church di Hozier, Enrique Iglesias che torna alla ribalta con Bailando, Elisa dedica un brano alla figlia, i Negramaro cantano Un amore così grande 2014 in occasione dei mondiali di calcio in Brasile, Lorenzo Fragola vince X-Factor, Tiziano Ferro pubblica un greatest hits anticipato da Senza scappare mai più, nuovo album pure per gli U2 e Marco Mengoni torna in grande stile con Guerriero. Ecco, credo che sia proprio tutto.

Ma la sintesi di Daniel Kim è comunque più affascinante.

I SINGOLI PIÙ VENDUTI Al MONDO NEL 2014:

  1. Pharrell Williams – Happy
  2. John Legend – All Of Me
  3. Meghan Trainor – All About That Bass
  4. Katy Perry feat. Juicy J – Dark Horse
  5. Sam Smith – Stay With Me
  6. Clean Bandit feat. Jess Glynne – Rather Be
  7. Taylor Swift – Shake It Off
  8. Magic! – Rude
  9. Nico & Vinz – Am I Wrong
  10. Pitbull feat. Kesha – Timber
  11. Ariana Grande feat. Iggy Azalea – Problem
  12. Mr. Probz – Waves (Robin Schulz Remix)
  13. OneRepublic – Counting Stars
  14. Calvin Harris – Summer
  15. Sia – Chandelier
  16. Iggy Azalea feat. Charli XCX – Fancy
  17. Coldplay – A Sky Full Of Stars
  18. Jason DeRulo feat. 2 Chainz – Talk Dirty
  19. Jessie J, Ariana Grande & Nicki Minaj – Bang Bang
  20. Lilly Wood & The Prick – Prayer In C (Robin Schulz Remix)
  21. Maroon 5 – Maps
  22. Avicii – Hey Brother
  23. Idina Menzel – Let it Go
  24. Eminem feat. Rihanna – The Monster
  25. Ed Sheeran – Sing
  26. Ariana Grande feat. Zedd – Break Free
  27. A Great Big World feat. Christina Aguilera – Say Something
  28. Tove Lo – Habits (Stay High)
  29. Calvin Harris feat. John Newman – Blame
  30. Iggy Azalea feat. Rita Ora – Black Widow
  31. One Direction – Story Of My Life
  32. Lorde – Royals
  33. Imagine Dragons – Demons
  34. Lorde – Team
  35. Avicii – Wake Me Up
  36. Ed Sheeran – Don’t
  37. Aloe Blacc – The Man
  38. Jason DeRulo feat. Snoop Dogg – Wiggle
  39. Charli XCX – Boom Clap
  40. Bastille – Pompeii

ALBUM PIÙ VENDUTI AL MONDO NEL 2014:

  1. Frozen (Colonna Sonora)
  2. Taylor Swift – 1989
  3. Ed Sheeran – X
  4. Coldplay – Ghost Stories
  5. Sam Smith – In The Lonely Hour
  6. Beyoncé – Beyoncé
  7. One Direction – Four
  8. Pharrell Williams – G I R L
  9. Lorde – Pure Heroine
  10. Pink Floyd – The Endless River
  11. One Direction – Midnight Memories
  12. Katy Perry – Prism
  13. AC/DC – Rock or Bust
  14. Michael Jackson – Xscape
  15. Imagine Dragons – Night Visions
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