I 100 ruoli che hanno segnato la storia del cinema

“Gesto nervoso, braccia portate verso il petto, scatto rabbioso nello sguardo: «Are you talkin’ to me, stai parlando con me?». Ma sì, l’avete rifatta decine di volte anche voi la famosa scena di Taxi Driver, decine di volte siete stati Roert De Niro /Travis Bickle. Così come la mia più cara amica ha provato per anni a fischiare con le dita per chiaamre un taxi come Audrey Hepburn/Holly Golightly in Colazione da Tiffany. E davanti a un piatto di spaghetti tutti, prima o poi, abbiamo lanciato il mitico avvertimento «Maccarone m’ha provocato e mo’ me te magno» proprio come il Sordi/Nando Moriconi di Un americano a Roma.

Abbiamo amato, desiderato e vissuto, ci siamo vestiti e abbiamo parlato come il cinema ci ha insegnato e come i suoi personaggi, scivolati sotto pelle, ci hanno spiegato che era, forse, possibile. Per questo abbiamo voluto proporvi il gioco, splendido e crudele, 100 ruoli che hanno segnato la storia del cinema e di conseguenza la nostra. Ne abbiamo buttati giù dalla torre altrettanti e forse più. Ma sono certa che nei 100 ruoli raccontati in questo libro respira la grande storia del cinema popolare. Rileggerla così, attraverso i corpi, i volti, i dialoghi e gli abiti delle ombre che abbiamo tanto amato, continua a sembrarmi un gran bel gioco”.

Queste righe che precedono sono parte dell’introduzione scritta da Piera Detassis, undici anni or sono, ad un meraviglioso inserto di Ciak, dedicato ai 100 personaggi che hanno fatto la storia del cinema, finendo inevitabilmente per condizionare anche la nostra. Mi è venuto in mente di rileggerlo, e di condividerne qualche pezzetto anche qui, a poco a poco. Potrebbe essere anche un modo per condividerlo con chi se l’è perso. Quindi iniziamo, con le prime due posizioni, partendo dal basso.

100. Diego Abatantuono – Il terrunciello (Eccezzziunale…veramente, 1982)

Sballato, gasato e completamente fuso, il personaggio del terrunciello riccioluto sempre sopra le righe e in preda a espressioni tirate e nevrotiche nasce dal Derby di Milano alla fine degli anni Settanta, quando Diego Abatantuono, per riempire i buchi di continui assenti sul palco, inizia a portare in scena un personaggio greve e volgare segnato dall’inconfondibile idioma che l’attore trae dalle sue origini pugliesi. Il grande successo di pubblico arriverà al cinema con la caricatura dei tre tifosi in Eccezziunale…veramente, dove Abatantuono sarà il milanista Donato, Franco l’interista e Tirzan il camionista juventino.

eccezzziunale-veramente-vanzina-1982

99. Diane Keaton – Annie Hall (Io e Annie, 1977)

Io e Annie a inizio riprese doveva essere un giallo e chiamarsi Anhedonia, poi Woody Allen capì l’importanza del personaggio (e della donna) e le caricò il film sulle spalle, titolando la pellicola come lei: il vero nome di Diane Keaton è infatti Diane Hall, ma tutti la chiamano “Annie”. Ed ecco a voi Annie Hall, cantante perfetta ed elegante, ma anche terribilmente insicura e nevrotica che, tra New York e Los Angeles, sfoggia il guardaroba personale di Diane Keaton: e la cosa comporterà una forte influenza sul mondo della moda. Perfetta Diane Keaton che attraversa con incredibile spontaneità e stile tutta la pellicola, nei vestiti e nel ruolo della newyorkese cerebrale e raffinata in una parte che sembra quasi autobiografica.

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@tratto da I magnifici 100, supplemento a Ciak del 2005, a cura di Andrea Morandi (Mondadori editore)

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