I 100 ruoli che hanno segnato la storia del cinema pt. 13

continua da qui

Terminator

60. Gian Maria Volonté – Lulù Massa (La classe operaia va in paradiso, 1971)

Solo un anno dopo l’ispettore di polizia di Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, Gian Maria Volonté continua la collaborazione con Elio Petri e diventa Ludovico Massa detto Lulù, operaio metalmeccanico tormentato da cottimo, ulcera, studenti e padroni. Per dare spessore al personaggio di Lulù, Volonté parlò a lungo con molti operai riguardo malattie e condizioni di lavoro, tra nevrosi, artrite e infezioni polmonari.

59. Arnold Schwarzenegger – Terminator (Terminator, 1984)

Deposta la spada di Conan, nel 1983 Arnold Schwarzenegger venne contattato dalla produzione di Terminator per una parte nel nuovo film di James Cameron. La leggenda narra che quando gli porsero la sceneggiatura, il personaggio scelto per lui fosse quello di Kyle Reese, il giovane guerriero che deve proteggere Sarah Connor. Dopo aver dato un’occhiata allo script, Schwarzenegger disse che accettava la parte, Ma quella di Terminator. Senza repliche. E così fu.

58. Robert Englund – Freddy Krueger (Nightmare – Dal profondo della notte, 1984)

Freddy Krueger è un serial killer onirico, che non si cambia mai i vestiti e semina terrore ovunque gli capiti. All’inizio decide di popolare gli incubi solo dei figli dei suoi carnefici, poi ci prende gusto e continua con chiunque passi dalle sue parti. L’origine del personaggio viene ben chiarita in Nightmare 3 – I guerrieri del sogno: Freddy non è altro che il figlio di una monaca violentata da un gruppo di ragazzi mezzi sciroccati. Tali padri, tale figlio.

Nightmare - Dal profondo della notte

57. Tom Cruise – Pete Mitchell “Maverick” (Top Gun, 1986)

Giovane e arrogante, sicuro di sé quanto determinato, il pilota Pete Mitchell detto Maverick non è sicuramente il più bel personaggio di Tom Cruise, ma è probabilmente quello rimasto più impresso nell’immaginario collettivo: i suoi Ray-Ban, la sua moto e il suo giubbotto di pelle faranno epoca, diventeranno elementi indispensabili nei plastici anni Ottanta.

56. Julia Roberts – Vivian Ward (Pretty Woman, 1990)

Non in tutte le favole il Principe Azzurro arriva su un cavallo dalla sciolta criniera bianca: a volte può succedere che giunga più materialmente su una fiammante Lotus Esprit accostando sull’Hollywood Boulevard. Per uno dei più grandi successi al botteghino dell’estate del 1990, la Disney voleva imporre una casta Meg Ryan nel ruolo di Vivian, oppure una slavata Molly Ringwald. Per fortuna nostra e del regista Garry Marshall, la terza scelta fu quella definitiva: Julia Roberts, la più credibile e romantica passeggiatrice di tutta Los Angeles, un cuore d’oro con addosso la canzone di Roy Orbison, che pare scritta apposta per lei.

Top Gun

@tratto da I Magnifici 100, supplemento a Ciak del 2005, a cura di Andrea Morandi (Mondadori editore)

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